<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Agriturismo Specolizzi nel Salento &#187; Agriturismo nel Salento</title>
	<atom:link href="http://www.agrispecolizzi.it/categorie/agriturismo-nel-salento/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.agrispecolizzi.it</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 16:15:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>Agriturismi come gli alberghi</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/agriturismi-come-gli-alberghi.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/agriturismi-come-gli-alberghi.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Struttura]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismi]]></category>
		<category><![CDATA[categorie]]></category>
		<category><![CDATA[classificazione]]></category>
		<category><![CDATA[comfort]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=234</guid>
		<description><![CDATA[Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno classificati in 5 categorie sulla base di parametri che tengono conto del livello di comfort della struttura, delle caratteristiche dell’azienda e dei servizi che offre in termini di valorizzazione dei prodotti tipici, del paesaggio e dei territori L’Osservatorio nazionale dell’agriturismo, nel corso della riunione che si è tenuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F02%2Fagriturismi-come-gli-alberghi.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno classificati in 5 categorie sulla base di parametri che tengono conto del livello di comfort della struttura, delle caratteristiche dell’azienda e dei servizi che offre in termini di valorizzazione dei prodotti tipici, del paesaggio e dei territori</p>
<p>L’Osservatorio nazionale dell’agriturismo, nel corso della riunione che si è tenuta presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha approvato oggi, 24 gennaio, in sede tecnica, i criteri di classificazione nazionale delle aziende agrituristiche. Si tratta di un primo importante tassello del più ampio programma di rilancio dell’agriturismo italiano portato avanti dal Mipaaf attraverso l’Osservatorio, una cabina di regia istituita nel dicembre del 2009, cui partecipano rappresentanti del Mipaaf, del Dipartimento del Turismo, delle Regioni, delle Associazioni agrituristiche, Istat e Touring club.</p>
<p>Il nuovo sistema di classificazione unitaria, che sarà inviato alla Conferenza Stato-Regioni per la definitiva approvazione, ha l’obiettivo di rendere più omogenea la griglia di valutazione delle aziende agrituristiche, sulla base di parametri che tengono conto non solo del livello di comfort della struttura ricettiva, ma anche delle caratteristiche dell’azienda e dei servizi che è in grado di offrire, in termini di valorizzazione dei prodotti tipici locali, del paesaggio e dei territori. Si tratta di uno strumento che punta a garantire una maggiore trasparenza dell’offerta agrituristica, favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta e rispondere in un modo più efficiente alle nuove esigenze di una clientela sempre più esigente, alla continua ricerca di un ambiente incontaminato, di prodotti agroalimentari di qualità e di paesaggi di grande pregio.</p>
<p>Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno quindi classificati in cinque categorie e la definizione del logo che dovrà rappresentare questo modello di ospitalità rurale, fortemente legato all’attività agricola, sarà scelto a conclusione di un bando pubblico che il Ministero si appresta a presentare.</p>
<p>Il programma di rilancio del settore prevede anche la realizzazione di una banca dati del sistema agrituristico, dove sono state già caricate 21.500 aziende; per 16.800 di queste, inserite nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) che viene già utilizzato per i controlli legati alla Politica agricola comune, si dispone anche di moltissime informazioni tecniche come la consistenza aziendale, le colture praticate, il patrimonio zootecnico e gli animali allevati e la presenza di strutture di trasformazione delle produzioni agricole. Si tratta di un fondamentale strumento operativo a disposizione delle amministrazioni nazionali, regionali e locali, per realizzare attività promozionali, ma anche di gestione e controllo.</p>
<p>Qualsiasi iniziativa, infatti, non può che partire da una profonda conoscenza delle caratteristiche delle aziende agrituristiche italiane, per soddisfare i bisogni dei consumatori e intercettare le tendenze evolutive dei mercati, soprattutto esteri, che si vorrebbe conquistare. Allo stesso tempo è necessaria la realizzazione di linee guida per un programma omogeneo di controlli per fare chiarezza su di un complicato sistema di norme nazionali e regionali e per dare risposte concrete, chiare e trasparenti, sia agli operatori agrituristici, che ai consumatori.</p>
<p>Articolo tratto da : italia a tavola.net</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/agriturismi-come-gli-alberghi.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per gli italiani  la vacanza  è  verde</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/per-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/per-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismo]]></category>
		<category><![CDATA[aumento presenze]]></category>
		<category><![CDATA[flussi turistici]]></category>
		<category><![CDATA[turismo verde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=231</guid>
		<description><![CDATA[Per gli italiani la vacanza è verde Agriturismo: +16,5% in 8 mesi Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio nazionale del turismo, l&#8217;agriturismo ha messo a segno, nei primi 8 mesi del 2011, un sorprendente +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Ma la tendenza positiva registrata nei primi mesi dell&#8217;anno sembra destinata ad esaurirsi nel quadrimestre conclusivo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F02%2Fper-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Per gli italiani  la vacanza  è  verde<br />
Agriturismo: +16,5% in 8 mesi</p>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio nazionale del turismo, l&#8217;agriturismo ha messo a segno, nei primi 8 mesi del 2011, un sorprendente +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Ma la tendenza positiva registrata nei primi mesi dell&#8217;anno sembra destinata ad esaurirsi nel quadrimestre conclusivo.</p>
<p>Secondo uno studio di Agriturist sui sondaggi a consuntivo recentemente pubblicati dall&#8217;Osservatorio nazionale del turismo (Ont), l&#8217;agriturismo ha messo a segno, nei primi otto mesi del 2011, un sorprendente +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il risultato assume ulteriore rilievo visto che il resto del turismo italiano è cresciuto solo del 1,2%. </p>
<p>Agriturist, anche sulla base delle visite al proprio sito internet www.agriturist.it, stima che alla performance delle vacanze &#8220;in fattoria&#8221; abbia contribuito non solo un&#8217;impennata degli ospiti stranieri (+25%) ma anche un rilevante incremento degli ospiti italiani (+11%). </p>
<p>In evidenza i risultati dell&#8217;agriturismo nei mesi di luglio e agosto: +34% rispetto allo stesso bimestre del 2010. E i turisti stranieri sono stati il 41,6% del totale, molti di più dello scorso anno (36,5%) e della media registrata complessivamente dall&#8217;offerta turistica nazionale (34,1%). </p>
<p>«L&#8217;estate scorsa &#8211; dichiara Giorgio Lo Surdo, direttore nazionale di Agriturist &#8211; ha confermato il successo dell&#8217;agriturismo italiano, soprattutto presso i visitatori stranieri, dopo l&#8217;andamento molto negativo registrato nel 2010. È un premio al lavoro delle aziende agricole, che migliorano costantemente la qualità dell&#8217;accoglienza e promuovono nel mondo paesaggi, enogastronomia e cultura dello spazio rurale italiano».</p>
<p>Il più alto gradimento per la vacanza in azienda agricola è stato espresso dalle famiglie, che sono cresciute del 10% rispetto all&#8217;anno scorso anche per effetto del sensibile rincaro delle tariffe alberghiere (+9%), mentre i prezzi dell&#8217;agriturismo non hanno subito variazioni significative.</p>
<p>Al successo dell&#8217;agriturismo ha molto contribuito anche il miglioramento delle strategie di promozione adottate dagli imprenditori agricoli, più presenti in internet  con i propri siti web (+1,6%) tramite i quali è stato concluso un crescente numero di prenotazioni (+17%). È aumentato (+6%) anche il ricorso alla intermediazione di agenzie, operanti soprattutto on-line.</p>
<p>Ma la tendenza positiva registrata nei primi otto mesi dell&#8217;anno sembra destinata ad esaurirsi nel quadrimestre conclusivo, a proposito del quale sono per il momento disponibili solo dati provvisori (settembre-novembre) e intenzioni di viaggio (dicembre). Agriturist esprime preoccupazione per gli effetti sempre più acuti della crisi economico-finanziaria che già delineano, per l&#8217;ultima parte dell&#8217;anno, una flessione della domanda di agriturismo nell&#8217;ordine del 6%.</p>
<p>Articolo tratto da :italia a tavola.net</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/per-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Olio, se l&#8217;origine in etichetta non è quella vera scatta l&#8217;accusa di frode</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/olio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/olio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=229</guid>
		<description><![CDATA[La Cassazione penale, con la sentenza del 18 ottobre 2011 n. 37508, ha stabilito che commette reato di tentativo di frode in commercio l’imprenditore che detiene nel proprio magazzino confezioni di olio extravergine di oliva destinate alla vendita con un’etichetta attestante che la produzione e il confezionamento avvengono nel proprio stabilimento sebbene l’olio sia, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F01%2Folio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>La Cassazione penale, con la sentenza del 18 ottobre 2011 n. 37508, ha stabilito che  commette reato di tentativo di frode in commercio l’imprenditore che detiene nel proprio magazzino confezioni di olio extravergine di oliva destinate alla vendita con un’etichetta attestante che la produzione e il confezionamento avvengono nel proprio stabilimento sebbene l’olio sia, in realtà, prodotto da un’altra azienda.</p>
<p>Tale indicazione, infatti, induce in errore il consumatore, il quale è portato a credere che sia l’estrazione dell’olio dalle olive quanto l’imbottigliamento del prodotto finito avvengono all’interno dello stabilimento indicato, mentre vi è eseguita solo tale ultima operazione.</p>
<p>Dunque, ciò che si vuole tutelare è l’affidamento che il consumatore può rivolgere all’indicazione del luogo di produzione di un prodotto, posto che tale indicazione ne condiziona la scelta, specie nei casi in cui, come avviene per l’olio, le diverse modalità di estrazione e la provenienza delle olive incidono in modo determinante sulla qualità del prodotto finale.</p>
<p>A tal proposito, la normativa in materia contiene precise indicazioni nell’affermare che l’etichettatura, così come la presentazione e la  pubblicità dei prodotti alimentari, non deve indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto e, specificamente, sulla natura, sulla identità, sulla qualità, sulla composizione, sul luogo di origine o di provenienza, nonché sul modo di ottenimento o di fabbricazione del prodotto stesso (art. 2 d. lgs. n. 109/1992). </p>
<p>Inoltre, tra le indicazioni che devono essere obbligatoriamente presenti sulle etichette dei prodotti alimentari devono figurare  la sede o del fabbricante o del confezionatore, la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento e il luogo di origine o provenienza nel caso in cui l’omissione possa indurre in errore l’acquirente circa l’origine o provenienza del prodotto (art. 3 d. lgs. n. 109/1992).</p>
<p>Ad ogni modo, al di là dell’obbligatorietà o meno di un’indicazione riportata in etichetta, è chiaro che ogni informazione posta sulla confezione deve essere veritiera e non può, contenere indicazioni fuorvianti sull’origine o provenienza del prodotto. </p>
<p>La decisione della Cassazione incentiva un maggiore controllo dei prodotti alimentari ancor prima di essere immessi sul mercato per la vendita, in quanto ai fini della configurazione dell’illecito non è stata ritenuta necessaria la sussistenza di qualche forma di contrattazione finalizzata alla vendita dell’olio, ma è stata ritenuta sufficiente la mera detenzione in magazzino di merce non rispondente a quella dichiarata per origine, provenienza e qualità, ritenendo certa la successiva immissione nella rete distributiva di tali prodotti. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/olio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dalla lotta alla contraffazione 300mila posti di lavoro ed export triplicato</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/dalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/dalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=224</guid>
		<description><![CDATA[Trecentomila nuovi posti di lavoro ed export triplicato. Sono gli effetti per il made in Italy che la lotta alla contraffazione alimentare potrebbe portare, secondo l’analisi presentata dalla Coldiretti sulla base dei risultati della prima relazione sulla pirateria nell’agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta e presentata a Roma, a Palazzo Rospigliosi, nel corso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F01%2Fdalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Trecentomila nuovi posti di lavoro ed export triplicato. Sono gli effetti per il made in Italy che la lotta alla contraffazione alimentare potrebbe portare, secondo l’analisi presentata dalla Coldiretti sulla base dei risultati della prima relazione sulla pirateria nell’agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta e presentata a Roma, a Palazzo Rospigliosi, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri,  il Presidente della Coldiretti Sergio Marini, il Ministro per le Politiche Agricole Mario Catania, il Procuratore Antimafia Pietro Grasso e il presidente della Commissione stessa, Giovanni Fava.</p>
<p>“Il fatto che per effetto della falsificazione vengano sottratti all’agroalimentare nazionale ben  164 milioni di euro al giorno dimostra – ha sottolineato Marini – che il contrasto all’evasione fiscale, la lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni un’ area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e generare occupazione”. </p>
<p>Secondo l’analisi Coldiretti/Eurispes, per giungere ad un pareggio della bilancia commerciale del settore agroalimentare italiano, ad importazioni invariate, sarebbe sufficiente recuperare quote di mercato estero per un controvalore economico pari al 6,5 per cento dell’attuale volume d’affari del cosiddetto “Italian sounding”. Ad essere colpiti sono i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare come è stato evidenziato dall’esposizione della Coldiretti sui casi più eclatanti di pirateria alimentare divisi per regione.</p>
<p>Ma in occasione dell’incontro Coldiretti è tornata a denunciare il caso dei finanziamenti accordati dalla Simest, società finanziaria controllata dal Ministero dello sviluppo economico, a iniziative che danneggiano il Made in Italy, con la produzione di pecorino e caciotta in Romania o la vendita all’estero di salame calabrese fatto negli Stati Uniti finanziata con le tasse degli italiani senza alcun beneficio per il Paese ma facendo anzi concorrenza sleale a tutte le produzioni tipiche espressione vere del territorio. </p>
<p>“Produrre pecorino in Romania con latte e lavoro rumeno e soldi dei cittadini italiani, per poi venderlo in Europa e nel mondo, con l’aggravante dell’italian sounding, in concorrenza con quello vero nazionale &#8211; ha attaccato Marini -, non è infatti semplice delocalizzazione ma la forma più becera della delocalizzazione e l’attacco più violento al vero Made in Italy a spese dei contribuenti italiani”.</p>
<p>ARTICOLO TRATTO DA www.ilpuntocoldiretti.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/dalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Barocco Leccese</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/10/barocco-leccese.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/10/barocco-leccese.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 13:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[stile barocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=219</guid>
		<description><![CDATA[Il termine &#8220;barocco&#8221;, coniato nel corso del `700 per indicare lo stile delle &#8220;forme che volano&#8221;, rappresenta il momento di più acuta crisi dei modelli classicisti e degli ideali rinascimentali e quindi il trionfo di quelli controriformisti. Dalle opere degli artisti barocchi emergono problematiche esistenziali e travagli interiori, espressi per lo più attraverso tematiche religiose. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F10%2Fbarocco-leccese.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Il termine &#8220;barocco&#8221;, coniato nel corso del `700 per indicare lo stile delle &#8220;forme che volano&#8221;, rappresenta il momento di più acuta crisi dei modelli classicisti e degli ideali rinascimentali e quindi il trionfo di quelli controriformisti. Dalle opere degli artisti barocchi emergono problematiche esistenziali e travagli interiori, espressi per lo più attraverso tematiche religiose. Nel Seicento il barocco imperò in tutta Italia, dando vita ad un&#8217;infinità di chiese e di palazzi nuovi, ma s&#8217;impose, anche, con ampliamenti e rifacimenti, a molti vecchi edifici che erano stati stupende creazioni dell&#8217;arte romantica e gotica. In tal modo, chiese e palazzi si addobbarono di statue, di colonne, di pilastri, di balaustre, di nicche. Lecce capitale dei Salento, visse, a partire dalla seconda metà del&#8217;500, diventando una piccola Versailles.<br />
E&#8217; il vescovo Luigi Pappacoda, nella metà del XVII secolo a Lecce, che avvia l&#8217;attività propulsiva per l&#8217;affermazione del fenomeno artistico noto come &#8220;barocco leccese&#8221;; unico artista locale che contribui&#8217; allo sviluppo dell&#8217;architettura salentina fu Gabriele Riccardi, cui è attribuito il progetto generale dei monumento che introduce il barocco in terra d&#8217;Otranto: la Chiesa di S. Croce a Lecce, che con la straordinaria decorazione della facciata può essere letta figura per figura come un trattato di teologia, ricco di valori simbolici.<br />
II barocco leccese è tutto particolare perché è inestricabilmente legato a un segreto tutto suo, ha una forma irripetibile altrove: la qualità unica della pietra leccese.<br />
Un calcare marmoso di grana compatta e omogenea, ma tanto tenero da poter essere lavorato con lo scalpello e l&#8217;accetta. All&#8217;aria indurisce e assume col tempo un caldo colore dorato. Gli inizi del XVIII vedono emergere nuove figure professionali, come quelle di Mauro ed Emanuele Manieri, veri e propri architetti, che danno autonomia e centralità alle fasi di progettazione dell&#8217;opera, rispetto a quelle di esecuzione. In questo periodo a Lecce si fabbricano più palazzi che chiese matrici ove l&#8217;ornato cessa di essere l&#8217;elemento più importante dell&#8217;edificio.<br />
Lecce, la Firenze delle Puglie; infatti gli antichi storici dicevano che se si mettessero in fila le Chiese di Lecce si otterrebbe la strada più bella del mondo.<br />
La riforma di Lecce barocca dona alla città una veste scenografica dalla bellezza incomparabile; se la Chiesa di S. Matteo gioca con i pieni ed i vuoti, Santa Croce, composta a più mani in maniera corale, strabilia per le sue festose decorazioni ed incanta con i suoi altari.<br />
 Ma non c&#8217;è tempo di prendere fiato perché Palazzo dei Celestini ne moltiplica l&#8217;effetto scenografico, giocando di rimando col bugnato di Palazzo Adorno. Superata Piazza Sant&#8217;Oronzo (con l&#8217;anfiteatro romano e la colonna terminale della via Appia su cui svetta la statua di Sant&#8217;Oronzo) fa capolino la Chiesa fa capolino la Chiesa di Santa Irene, antica patrona della città, sulla cui facciata compare la lupa col leccio. All&#8217;interno il suo altare ubriaca con l&#8217;intrico delle formelle decorate.<br />
 Piazza Duomo si apre, splendida, con la chiesa della Vergine Assunta, dalla doppia facciata che gioca al rimando con il Vescovato e spinge la vista verso l&#8217;imponente campanile di ben sessantotto metri innalzato da Giuseppe Zimbalo e lo straordinario pozzetto che è un po&#8217; il simbolo della Lecce Barocca, a costruire una grande, unica scenografia.<br />
 Altri monumenti del barocco sono la Chiesa di Santa Chiara, con un ricco portale su una facciata elegante, la Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, eretta dai normanni ma completata con una facciata barocca, e la Chiesa dei Teatini.<br />
Ma una passeggiata a Lecce, varcata la cinta muraria che racchiude il centro storico, è sempre un itinerario a sorpresa. E&#8217; sufficiente entrare in città dalla Porta Rudiae, che vale come un biglietto da visita: è un vero arco di trionfo sormontato dalle statue dei Santi protettori della città (Sant&#8217;oronzo, San Domenico e Santa Teresa).L&#8217;estro e la gioia di vivere pugliesi hanno, finalmente, la possibilità di esprimersi!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/10/barocco-leccese.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tenuta Specolizzi &#8211; VIDEO AZIENDALE-</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/09/tenuta-specolizzi-video.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/09/tenuta-specolizzi-video.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 14:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Struttura]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[specolizzi]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=217</guid>
		<description><![CDATA[video- Tenuta Specolizzi-salento-puglia -lecce]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F09%2Ftenuta-specolizzi-video.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gT_W6bUkIEw">video- Tenuta Specolizzi-salento-puglia -lecce</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/09/tenuta-specolizzi-video.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bandiere Blu 2011: le spiagge più belle d’Italia</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/05/bandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%e2%80%99italia.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/05/bandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%e2%80%99italia.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 15:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa Visitare]]></category>
		<category><![CDATA[bandiere blu]]></category>
		<category><![CDATA[maldive del salento]]></category>
		<category><![CDATA[mare pulito]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggie del salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=213</guid>
		<description><![CDATA[Anche quest’anno è stata riconosciuta alle Marine di  SALVE  la Bandiera Blu da parte della FEE, organizzazione non governativa e no profit che agisce a livello mondiale. Sono 233, due in più rispetto allo scorso anno, le spiagge promosse con la Bandiera blu 2011, il vessillo simbolo di qualità non solo per le acque pulite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F05%2Fbandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%25e2%2580%2599italia.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Anche quest’anno è stata riconosciuta alle Marine di  SALVE  la Bandiera Blu da parte della FEE, organizzazione non governativa e no profit che agisce a livello mondiale.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="75%">Sono 233, due in più rispetto allo scorso anno, le spiagge promosse con la Bandiera blu 2011, il vessillo simbolo di qualità non solo per le acque pulite ma anche per i servizi e il rispetto dell&#8217;ambiente, riconoscimento che viene assegnato dalla Fondazione per l&#8217;educazione ambientale (Fee) in collaborazione con il Consorzio nazionale batterie esauste (Cobat) ed Enel Sole.</p>
<p>Si tratta di 125 comuni premiati, il 6% in più rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Per gli approdi turistici quest&#8217;anno sono 63 quelli che hanno ricevuto il riconoscimento (due in più).</p>
<p> «Le Amministrazioni che non si orientano nella direzione di un turismo sostenibile nelle proprie località &#8211; afferma il presidente di Fee Italia, Claudio Mazza &#8211; si precludono la possibilità di sviluppare turismo di qualità in futuro».</td>
<td width="25%"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La maggior parte delle Bandiere Blu 2011 (91%), rappresenta la riconferma delle località balneari dell&#8217;anno precedente, ma anche quest&#8217;anno è stato registrato un incremento dovuto sia al rientro di alcune località, che dell&#8217;ingresso di località che per la prima volta hanno ottenuto la Bandiera Blu</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/05/bandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%e2%80%99italia.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Sagre e Feste nel Salento</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/le-sagre-e-feste-nel-salento.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/le-sagre-e-feste-nel-salento.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 15:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[riti]]></category>
		<category><![CDATA[sagre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=184</guid>
		<description><![CDATA[SAGRE e FESTE Il Salento non è solo spiagge, sole e mare. E&#8217; anche una terra ricca di cultura, arte, eventi e divertimento. Ed in particolare, da anni, le serate delle estati salentine sono contraddistinte dalle caratteristiche &#8220;sagre&#8221;. Sono centinaia e non interessano solo i centri più grossi della provincia; anzi si può dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F01%2Fle-sagre-e-feste-nel-salento.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>SAGRE e FESTE<br />
Il Salento non è solo spiagge, sole e mare.<br />
 E&#8217; anche una terra ricca di cultura, arte, eventi e divertimento. Ed in particolare, da anni, le serate delle estati salentine sono contraddistinte dalle caratteristiche &#8220;sagre&#8221;. Sono centinaia e non interessano solo i centri più grossi della provincia; anzi si può dire che non vi sia un singolo comune che non ne conti una. Quello della sagra è un rito collettivo che trova fondamento nella grande abbondanza di alcuni nostri prodotti che, in occasioni di feste mondane e religiose,<br />
in una dimensione sociale e comunitaria, ven- i gono offerti a prezzi popolari. A proposito di abbondanza, si può facilmente intuire come il vino, di cui sono colme le nostre cantine, sia il protagonista indiscusso di tutte le sagre. Anzi, ne esiste da anni una, quella &#8220;te lu mieru&#8221; di Carpignano completamente dedicata a questo straordinario prodotto. In questa sagra, che si svolge nelle prima settimana di Settembre, il vino, &#8216;lu mieru&#8221;, (dal latino merum ossia sincero) viene consumato in grande quantità, accompa gnato, per non ubriacarsi anzitempo, da piatti tipici come i panini con la ricotta &#8220;astante&#8221;, pezzetti di cavallo, salsicce e sedano. Un altro classico appuntamento dell&#8217;estate salentina è la sagra &#8220;te la municeddha&#8221; di Cannole. La &#8220;municeddha&#8221; è una lumaca di terra dal guscio marrone la quale, andando in letargo, forma un guscio di panna. Questo guscio, nella tradizione popolare, ricorda la cuffia inamidata che rivestiva il capo delle suore (dette monache) donde il termine di &#8220;moniceddhe&#8221;, che significa piccole monache. Le &#8220;moniceddhe&#8221;, raccolte ma anche allevate dai &#8220;cuzzari&#8221;, i raccoglitori di lumache, vengono preparate soffritte, arrostite o al sugo; il loro sapore è davvero unico e le si può assaggiare ogni anno dal 10 al 13 di Agosto. Importante è anche la sagra &#8220;te lu pesce&#8221; (del pesce) di Porto Cesareo, risalente, secondo gli abitanti di questo splendido centro marittimo, addirittura al V secolo dopo Cristo. La sagra dal 1965 ha luogo nella terza decade di Luglio e in quei giorni le tante pescherie del paese vengono addobbate a festa mentre per le strade si assiste al rito del &#8220;quataru&#8221;, cioè alla preparazione di una ricca zuppa di pesce da parte degli anziani dei posto. In ogni caso, ci sono sagre per tutti i gusti, da quella &#8220;della patata&#8221; di Parabita, a quella &#8220;dell&#8217;anguria&#8221; di Meipignano, da quella delta grisella&#8221; di Maglie a quella della &#8221; pitta&#8221; (pizza rustica) di Castrignano dei Greci, da quella della &#8220;carne di cavallo&#8221; di Seclì a quella della &#8220;sardízza e delle ulie cazzate&#8221; (salsiccia e olive schiacciate) di Collepasso.Tra le innumerevoli sagre della provincia ne va menzionata per la sua  particolarità almeno un&#8217;altra; si tratta della sagra &#8221; del wúrstel&#8221; di Taurisano, che ha già una buona tradizione alle spalle, nata, sebbene il wùrstel non sia proprio un prodotto tipico del Salento, dalla tenacia di un brillante imprenditore salentino che del wurstel è diventato uno dei più grandi produttori europei.<br />
Comuni denominatori di queste sagre, oltre al cibo, sono il vino e la musica ed infatti è proprio in queste occasioni che si esibiscono i migliori  gruppi della pizzica salentina. A proposito di quest&#8217;ultima, imperdibili sono da anni gli appuntamentì della &#8220;Notte della Taranta&#8221; che interessano soprattutto i centri della Grecia salentina. Qui, tra musica e vorticosi balli, confluiscono migliaia di persone, attratti dal  fascino della taranta e dai suoi misteri.<br />
Durante il periodo estivo, hanno luogo anche molte feste religiose, come quella di San Pietro e Paolo a Galatina, culla del tarantismo, di Santa Cristina a Gallipoli, di San Cosma e Damiano a Guagnano, della Madonna dell&#8217;Alizza ad Alezio, di San Rocco a Torre Paduli e della Madonna a Santa Maria di Leuca, solo per citarne alcune. Tali feste patronali si svolgono prevalentemente nel periodo estivo anche per consentire a coloro che tornano al paese natio solo per le vacanze di parteciparvi. Molto frequentata, è la festa di San Rocco di Torre Paduli, che si tiene a Ferragosto. La festa si protrae per tutta la notte tra il 15 ed il 16 ed in questa circostanza ha luogo la famosa &#8220;danza delle spade&#8221; in cui gli uomini mimano, danzando senza armi ma movendo solo braccia e gambe, gli antichi duelli che si verificavano un tempo nei mercati.<br />
Comunque, in ciascuna di queste feste, tra messe solenni, processioni e festeggiamenti, tra lu-<br />
minarie e bancarelle varie, fuochi d&#8217;artificio e gare pirotecniche  il turista ha la possibilità di<br />
scoprire i riti più segreti del Salento e di sperìmentare l&#8217;ospitalità ed il calore della gente che abita questa magnifica terra.    .</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/le-sagre-e-feste-nel-salento.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia degli alberi d&#8217;ulivo nel  Salento</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2010/12/storia-degli-alberi-dulivo-nel-salento.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2010/12/storia-degli-alberi-dulivo-nel-salento.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 15:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[cellina di Nardo']]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[ogliarola leccese]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[ulivi]]></category>
		<category><![CDATA[ulivi nel salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=182</guid>
		<description><![CDATA[E’ bello vivere in una terra che è stata calpestata dai sandali dei Greci di duemila anni fa. Già! I Greci osservavano e poi scrivevano, e i loro scritti sono giunti sino ai mie occhi, che hanno potuto osservare la linea che si torce per formare i simboli che nella mia mente si trasformano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F12%2Fstoria-degli-alberi-dulivo-nel-salento.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>E’ bello vivere in una terra che è stata calpestata dai sandali dei Greci di duemila anni fa. Già! I Greci osservavano e poi scrivevano, e i loro scritti sono giunti sino ai mie occhi, che hanno potuto osservare la linea che si torce per formare i simboli che nella mia mente si trasformano in significati ed immagini vecchie di duemila anni.</p>
<p><span id="more-182"></span><br />
Io e te che mi leggi possiamo osservare la realtà di duemila anni fa registrata dai nostri antenati. Ma ci pensi? Non è meraviglioso? Un greco di nome Strabone che è nato ad Amasea verso il 58 a.C , e che è stato un geografo antico, è venuto nel Salento leccese! Lo so perché ho letto la sua descrizione del territorio in cui vivo. E’ un privilegio accedere alla percezione di un uomo di duemila anni fa, che scrive descrivendo il Salento leccese come un territorio in cui gli abitanti erano molto laboriosi al punto di essere riusciti a coltivare il frumento e altre piante nonostante l’asprezza dei terreni caratterizzati dalla presenza di sassi. Interessante il riferimento di Strabone alla mancanza di acqua nel nostro territorio del quale però ammirò i bei pascoli e la presenza di alberi.<br />
Sono passati 2.000 anni e, nonostante l’opera devastatrice fatta dagli uomini, questo paesaggio conserva intatta la sua bellezza che affonda le sue radici nella millenaria presenza dell’albero di olivo, meglio sarebbe scrivere della “foresta degli ulivi del Salento leccese”.<br />
L’olivicoltura italiana si basa al 90% dei casi su sole 50 varietà, ed io aggiungo che quella del Salento leccese si basa su solo due varietà: l’Ogliarola di Lecce e la Cellina di Nardò.<br />
L’Ogliarola di Lecce vegeta e produce in maniera soddisfacente anche se la sua produttività è variabile a seconda degli anni sino a divenire in alcuni scarsa. La Cellina di Nardò, detta anche Saracena, ha un contenuto in olio inferiore rispetto all’Ogliarola di Lecce ma ha una produzione costante negli anni tanto da renderla molto presente nel nostro ambiente.<br />
Questa cultivar di olivo si affermò durante la gravissima crisi che alla fine del 1800 inizi ’900 attraversò l’olivicoltura del Salento leccese non per problemi di mercato ma per le avversità, e tra queste specialmente dalla Brusca parassitaria, causata da un fungo appartenente alla divisione Ascomiceti (Stictis panizzei).<br />
La Cellina di Nardò si affermò nel Salento leccese perché durante quell’epidemia risultò essere maggiormente resistente alla Brusca.<br />
Un ultima annotazione sulla Cellina di Nardò che oltre ad essere utilizzata per ottenere l’olio dopo essere state dolcificate si conservano in Salamoia in particolari recipienti di creta detti Capase.<br />
Tutti noi del Salento leccese mangiamo queste olive accompagnandole con il pane oppure in un pane che tutti sappiamo si chiami “Puccia” ottenuto mescolando alla pasta poco lievitata le olive celline e poi cuocendo il tutto nel forno ottenendo la puccia oleata che oggi troviamo disponibile in tutte le panetterie del Salento leccese ma che un tempo veniva preparata in occasione del 7 dicembre che tutti sappiamo essere la vigilia della festa dell’Immacolata.<br />
Pane, vino e olio d’oliva sono la base della Dieta Mediterranea che il comitato intergovernativo dell&#8217;Unesco riunito a Nairobi il 16 novembre 2010 ha definito Patrimonio immateriale dell’UNESCO.<br />
Tutto sappiamo che è scientificamente accertato che la vera forza della Dieta mediterranea sta nei benefici che essa apporta sul fronte cardiovascolare e tumorale. E&#8217; ormai condiviso a tutti i livelli che il modello mediterraneo è l’unico rivelatosi vincente contro buona parte dei fattori di rischio che predispongono all’insorgenza delle principali patologie croniche del nostro secolo. Il consumo mondiale dell’olio d’oliva ha crescita media annuale del 9,2%. I consumi dell’olio d’oliva sono cresciuti all&#8217;incirca della stessa grandezza nei paesi economicamente più evoluti dove l&#8217;aumento negli ultimi 10 anni è stato considerevole. Negli Usa e in Canada il consumo é raddoppiato, in Giappone si è avuta una crescita di sette volte, in Gran Bretagna e Francia il consumo quintuplicato ed in Germania è più che triplicato.<br />
Allora che aspettiamo? Negli 85mila ettari della foresta degli olivi del Salento leccese ci sono circa 9 milioni di alberi d’olivo ognuno dei quali produce in media circa 40 chili d’olio. Nel nostro territorio produciamo 360 milioni di chili d’olio d’oliva ovvero 3 milioni e 600mila quintali. Quest’olio d’oliva del Salento leccese è l’ingrediente fondamentale della dieta mediterranea, l’alimento funzionale che guarisce dalle principali patologie croniche del nostro secolo, spetta adesso a noi farlo sapere a tutti affinché facendo il bene delle persone umane contribuiamo alla ricchezza del nostro territorio!<br />
ARTICOLO tratto dal Dott. Agronomo Antonio Bruno</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2010/12/storia-degli-alberi-dulivo-nel-salento.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Proprietà dell’olio d’oliva extravergine</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2010/11/proprieta-dell%e2%80%99olio-d%e2%80%99oliva-extravergine.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2010/11/proprieta-dell%e2%80%99olio-d%e2%80%99oliva-extravergine.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 18:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Struttura]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[olio d'oliva extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà nutrizionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=170</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;olio di oliva è costituito soprattutto per il 98% da trigliceridi che rappresentano il gruppo più importante dei grassi alimentari. Il restante 1-2% è costituito dalla parte “insaponificabile” rappresentato da &#8220;costituenti minori&#8221; sostanze però di notevole importanza nutrizionale, appartenenti a varie classi, quali steroli, squalene, fenoli, polifenoli, alcoli alifatici e triterpenici, clorofilla, vitamine A, D, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F11%2Fproprieta-dell%25e2%2580%2599olio-d%25e2%2580%2599oliva-extravergine.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>L&#8217;olio di oliva è costituito soprattutto per il 98% da trigliceridi che rappresentano il gruppo più importante dei grassi alimentari. Il restante 1-2% è costituito dalla parte “insaponificabile” rappresentato da &#8220;costituenti minori&#8221; sostanze però di notevole importanza nutrizionale, appartenenti a varie classi, quali steroli, squalene, fenoli, polifenoli, alcoli alifatici e triterpenici, clorofilla, vitamine A, D, E, K.</p>
<p><span id="more-170"></span><br />
Il suo valore calorico è molto elevato infatti 100 grammi di Olio d’oliva 100 contengono 900 chilocalorie (Kcal). Ma nell’olio d’oliva ci sono due sostanze, l’Acido lineoleico ?-6 e Acido ?-linolenico ?-3 che sono grassi, detti essenziali perché non possono essere sintetizzati dall&#8217;organismo umano e quindi, devono essere introdotti tramite l&#8217;alimentazione.<br />
L&#8217;acido oleico è il grasso maggiormente presente nelle membrane cellulari dell’uomo, pertanto l’acido oleico assunto dall’olio d’oliva e assorbito dopo la digestione, viene utilizzato per la sintesi delle membrane biologiche a cui conferisce una maggiore fluidità.<br />
Il rapporto tra gli acidi linoleico/ linolenico è invece contenuto nell’olio d’oliva nelle stesse proporzioni del latte materno.<br />
L’apporto di questi acidi grassi è importante durante la gravidanza e fin dai primi giorni di vita per lo sviluppo del tessuto nervoso sia del feto che del neonato.<br />
Dal punto di vista della digeribilità l&#8217;olio di oliva risulta il migliore tra gli oli e ha aggiunto che le proprietà curative dell’olio d’oliva sono note fin dai tempi più antichi e per questo motivo è stato considerato una sostanza a metà strada tra l’alimento e il medicinale. La particolare fragranza conferita agli alimenti dall’olio d’oliva e dai suoi componenti vivande più gustose, piacevoli ed appetibili. Questo contribuisce ad attivare gli stimoli secretori dell&#8217;apparato digerente favorendo una migliore digeribilità e metabolizzazione ed un’ottima tolleranza gastrica ed intestinale.<br />
L’olio d’oliva per la presenza di Acido Oleico in particolare riduce la secrezione di Acido Cloridrico (HCl), proteggendo la mucosa gastrica, migliora lo svuotamento biliare della cistifellea, prevenendo i calcoli, produce una minore attività secretiva del pancreas, facilita l’assorbimento delle vitamine Liposolubili e del Calcio, esercita un’azione lassativa, in particolare a digiuno e mantiene bassi i livelli di colesterolo LDL, aumentando i livelli di colesterolo HDL.<br />
L’olio d’oliva per la presenza di sostanze antiossidanti e per la presenza di acidi grassi monoinsaturi, risulta essere adatto alla cottura e alla frittura degli alimenti. Le sostanze antiossidanti presenti nell’olio d’oliva riducono la formazione di radicali liberi durante la frittura e cottura degli alimenti<br />
Inoltre l’olio d’oliva ha un punto di fumo di 210 °C, più alto rispetto agli oli vegetali più usati (palma e cocco) e margarina e burro e tutti sappiamo che quando l’olio fuma bisogna cambiarlo perché è tossico! L&#8217;acroleina (anche 2-propenale o 2-propen-1-ale o acrilaldeide) è una sostanza tossica per il fegato e irritante per la mucosa gastrica che viene prodotta dalla disidratazione del glicerolo, reazione che si presenta durante la frittura oltre il punto di fumo dell&#8217;olio utilizzato.<br />
 Anche se presenti in piccole quantità (2%), rappresentano elementi di grande importanza funzionale e nutraceutica che si riferisce allo studio di alimenti che hanno una funzione benefica sulla salute umana. Gli alimenti nutraceutici vengono anche definiti alimenti funzionali, pharma food o farmalimenti. Un nutraceutico è un “alimento-farmaco” ovvero un alimento salutare che associa a componenti nutrizionali selezionati per caratteristiche quali l’alta digeribilità e l’ipoallergenicità, le proprietà curative di principi attivi naturali estratti da piante, di comprovata e riconosciuta efficacia. Nell’olio d’oliva ci sono: squalene, fenoli, acididiidrossifeniletanolo, acido cumarico, quercitina, lignani, carotenoidi, tocoferoli, catechine, alcoli triterpenici e fitosteroli.<br />
Lo squalene, così chiamato perché isolato per la prima volta nel fegato degli squali, nell’intestino dà luogo alla formazione di ?-sitosterolo, sostanza capace di inibire l’assorbimento del colesterolo.<br />
La sua azione antiossidante è di poco inferiore al ?-carotene.<br />
Le vitamine A ed E svolgono oltre all’azione vitaminica, un importante ruolo come antiossidanti nel metabolismo lipidico e cellulare.<br />
Quindi gli antiossidanti dell’olio d’oliva sono importanti per la prevenzione dell’invecchiamento cellulare, nell’insorgenza di patologie gravi quali le malattie arterosclerotiche, i tumori al seno, della prostata, del colon, della cute ed anche del diabete.<br />
La vitamina D, ugualmente liposolubile, permette un buon assorbimento del Calcio nell’intestino, elemento utile in età evolutiva per la struttura ossea e negli anziani per prevenire l’osteoporosi.<br />
Inoltre il consumo abituale di olio extravergine d’oliva esercita un ruolo contro il declino cognitivo che si osserva durante l’invecchiamento.<br />
Il ruolo protettivo è stato attribuito all’equilibrato contenuto in acidi grassi essenziali e monoinsaturi (costituenti membrane neuronali e sinaptiche) ed inoltre per l’elevato apporto di antiossidanti, tocoferoli e polifenoli.<br />
Poiché l’invecchiamento è associato ad un calo fisiologico della funzionalità digestiva e riduzione della capacità di assorbimento di vitamine e sali minerali, l’olio extravergine d’oliva è da raccomandare nella dieta dell’anziano per la sua elevata digeribilità e per la sua capacità di facilitare la digestione nel suo complesso.<br />
L’ultima cosa: tutto ciò è valido solo ed esclusivamente per l’olio d’oliva extravergine e genuino!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2010/11/proprieta-dell%e2%80%99olio-d%e2%80%99oliva-extravergine.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

