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	<title>Agriturismo Specolizzi nel Salento &#187; Eventi</title>
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		<title>DOLMEN, MENHIR  nel salento</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 16:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F01%2Fdolmen-menhir-salento-puglia.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Il termine &#8220;<strong>MENHIR</strong>&#8221; proviene dal dialetto bretone e significa &#8220;pietra lunga&#8221;. Sono lunghi parallelepipedi monolitici conficcati nella roccia, per questo si chiamano &#8220;pietrefitte&#8221; e si possono trovare isolati o raggruppati in allineamenti in modo da formare dei complessi. Non è chiaro l&#8217;uso e la loro destinazione ma si è ritenuto fossero dei punti di riferimento vario, che segnalassero confini o che fossero strumenti di misurazione del tempo. I menhir vengono legati al culto del sole e più in generale ai culti fallici. I menhir salentini, circa 80 misurano in media 4 metri e sono simili ai menhir della Cornovaglia, dell&#8217;inghilterra e delle Baleari. Caratteristica comune a quasi tutti è che le facce più larghe sono orientate da nord a sud. Il menhir più alto d&#8217;Italia è il  San Totaro a Martano di metri 5,20.`</p>
<p>Nel salento si contano almeno cento SPECCHIE neolitiche delle quali se ne conservano ancora ventisei. Cosa sono? Sono luoghi di avvistamento diurno e notturno del sapiens-cacciatore che, poi, sono diventati luoghi di incontri sacri associati al culto del sole. Sono tumuli di terra e pietre con all&#8217;interno strutture dolmeniche o tombe a fossa. Attualmente sono in buono stato circa 40 specchie; nel paese di Taurisano, nel sud del Salento, vi è Silva, la più grande specchia del mondo, ma ricordiamo anche quelle dei centri salentini di: Manduria, Francavilla, Zollino, Martano, Ruffano e Presicce.</p>
<p>Accanto alle specchie, sono presenti anche i <strong>DOLMEN,</strong> costruiti per durare nel tempo, sono le più antiche architetture d&#8217;Europa: le cosiddette &#8220;<strong>pietre senza nome</strong>&#8220;, rappresentano infatti delle tracce di un passato lontano e dimenticato. II termine &#8220;dolmen&#8221; deriva dalla fusione di due parole bretoni: si tratta di un monumento megalitico costituito generalmente da un lastrone di pietra appoggiato orizzontalmente su pietre infitte verticalmente nel terreno, così da formare un ambiente, per lo più ad uso sepolcrale molto spesso coperto da un tumulo.</p>
<p>Notevoli presenze dolmeniche sono presenti a Maglie, Melendugno, Minervino, Statte e Fasano.</p>
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		<title>TORRI, MASSERIE E  “TRUDDHI”  nel salento</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 15:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F01%2Ftorri-masserie-e-%25e2%2580%259ctruddhi%25e2%2580%259d-nel-salento.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Disseminate, come sentinelle, sia lungo il litorale jonico ed adriatico, per avvisare e segnalare le incursioni dei nemici (Saraceni, Turchi&#8230;), sia nell&#8217;entroterra, dislocate strategicamente nelle aree classiche dei comprensori di Lecce, Nardò ed Ugento. Innalzate intorno al `500, rappresentano dei veri e propri gioielli di edilizia militare.</p>
<p>Ecco le più importanti. Torre Lapillo (Porto cesareo); Torre Squillace, Torre S. Isidoro, Torre Dell&#8217;Alto, Torre Delle Quattro Colonne (Nardò); Torre Sabea (Gallipoli); Torre Suda (Racale); Torre S. Giovanni, Torre Mozza, Torre Mammalie (Ugento); Torre Pali (Salve); Torre Vado (Morciano); Torre Dell&#8217;Orno Morto (Alessano) e poi le torri di Salignano, Tiggiano, Tricase, Andrano, Minervino e Otranto (Torre S. Stefano e Torre Della Serpe); Torre Dell&#8217;Orso (Meledugno); Torre Chianca, Torre Rinalda e Torre Specchiola (Lecce) fino a quelle di Leverano (Torre Federiciana del XIII Secolo) e di Lecce (di forma cilindrica: Torre Belloluogo e Torre del Parco &#8211; del XIV e XV secolo).</p>
<p>Una funzione difensiva avevano anche le centinaia di masserie fortificate, costruzioni quasi fiabesche, che compaiono inaspettate agli occhi del viaggiatore che attraversa la campagna salentina. Il loro concentrato di ricchezza, sia in termini di materie prime che in termini di animali, che infine, di denaro liquido, necessario a pagare i salariati, le rendevano inevitabilmente esposte, prede ambite, sia all&#8217;attacco dei briganti sia, soprattutto, alle scorrerie saracene e piratesche. Le masserie fortificate salentine, ben turrite e dalle alte mura, per la ricchezza degli elementi architettonici e per l&#8217;ampio repertorio dei particolari decorativi, rappresentano veri e propri monumenti dell&#8217;architettura rurale ed espressione della civiltà contadina salentina. Tra le più interessanti, Masseria &#8220;Li Quarti&#8221; a Galatina, Masseria &#8220;Nova&#8221; a Melendugno, Masseria &#8220;Ogliastro&#8221; a Nardò , &#8220;Paladini&#8221; a Lecce, &#8220;Trappeto&#8221; tra Veglie e Porto Cesareo e la Masseria &#8220;Pali&#8221; ad Ugento. Si deve considerare inoltre che alcune di esse sono abbandonate semidistrutte, altre difficilmente</p>
<p>accessibili perché gelosamente custodite dai loro proprietari; tuttavia sempre più numerose sono le masserie ristrutturate ed il loro recupero come insediamenti estivi per le vacanze porta a soluzioni affascinanti e ne propone un utilizzo a forte vocazione turistica ed eno-gastronomica. Una delle risorse primarie del Salento è senza dubbio l&#8217;agricoltura, come si può notare semplicemente passeggiando per le strade della nostra terra, e fino a qualche anno fa era basata prevalentemente sulla coltivazione dell&#8217;ulivo, della vite e del fico.</p>
<p>Immersi nei colori contrastanti del verde e del marrone, circondati dalla vegetazione che parla del sudore della nostra gente, non passano certamente inosservate costruzioni quali &#8220;lu furnieddhu&#8221;, &#8220;li trulli&#8221;, &#8220;le spase&#8221;, &#8220;le littere&#8221;: la loro presenza è dovuta al bisogno di lavorare e manipolare i prodotti della terra sul posto e alla struttura geologica ricca di banchi di pietra&#8221;. Mentre i contadini curavano gli ulivi aspettando i frutti, seminavano alternativamente grano, orzo e leguminose. Di fondamentale importanza era anche il fico: sia d&#8217;estate grazie al suo frutto fresco sia d&#8217;inverno grazie al frutto essiccato e conservato con particolari tecniche nelle &#8220;capase&#8221; (recipienti di creta). Anche per questo nei campi sorgevano i &#8220;furnieddhi &#8221; e i &#8220;trulli&#8221; (piccole case che ospitavano la famiglia del contadino), &#8220;le spase&#8221; e &#8220;le littere&#8221; (che erano piattaforme costruite per essiccare i fichi e per lavorare i vari prodotti). All&#8217;interno del nostro &#8220;paesaggio della pietra&#8221;, caratteristici sono i &#8220;furnieddhi&#8221;: costruzioni di pietra unicellulari, realizzate dai contadini con le pietre raccolte sul terreno. Queste singolari abitazioni, usate da loro come ripari temporanei o giornalieri, le troviamo disseminate, con aree di maggiore o minore affittimento, su tutto il territorio salentino. In passato i contadini vi si trasferivano con le loro famiglie e portavano solo l&#8217;essenziale: un tavolo, un trepiedi per cucinare, un tegame di rame e pochi piatti di terracotta. &#8220;Concepite come la traduzione in pietra della primitiva capanna vegetale, le costruzioni trulliformi in pietra a secco rappresentano forse un prototipo edilizio che l&#8217;umanità spontaneamente ha adottato.</p>
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		<title>Agriturismo, il successo del «made in Italy» protagonista alla Fiera di Arezzo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 17:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al salone nazionale «AgrieTour» nella città toscana esperti di molti Paesi cercano di capire la forza del nostro modello, basata su territorialità, tutela delle biodiversità e dell&#8217;ambiente, socialità, salvaguardia dell&#8217;urbanistica rurale e della cultura agricola. Territorialità, tutela della biodiversità e dell&#8217;ambiente, socialità, salvaguardia dell&#8217;urbanistica rurale, promozione della cultura agricola. Si riassume in questi essenziali concetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F11%2Fagriturismo-il-successo-del-%25c2%25abmade-in-italy%25c2%25bb-protagonista-alla-fiera-di-arezzo.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Al salone nazionale «AgrieTour» nella città toscana esperti di molti Paesi cercano di capire la forza del nostro modello, basata su territorialità, tutela delle biodiversità e dell&#8217;ambiente, socialità, salvaguardia dell&#8217;urbanistica rurale e della cultura agricola.</p>
<p><span id="more-165"></span><br />
Territorialità, tutela della biodiversità e dell&#8217;ambiente, socialità, salvaguardia dell&#8217;urbanistica rurale, promozione della cultura agricola. Si riassume in questi essenziali concetti la forza del modello agrituristico italiano, vero protagonista della nona edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell&#8217;agriturismo partito oggi e in corso fino al 14 novembre ad Arezzo Fiere e Congressi. Una manifestazione che sembra destinata a confermare il successo delle scorse edizioni, se già al primo giorno erano presenti oltre 150 «buyers» e oltre 3mila operatori accreditati.<br />
Il successo del made in Italy in questo settore diventa caso di studio per molti Paesi come Israele, Bulgaria, Malta, Spagna, Grecia, Gran Bretagna, Filippine, che hanno inviato alcuni esperti del comparto ad Arezzo, dove è in corso anche il primo meeting internazionale sull&#8217;agriturismo. «Siamo venuti in Italia per cercare di apprendere e in qualche modo fare nostro il modello agrituristico del vostro Paese &#8211; spiega Shai Dotan, direttore dell&#8217;Agriturismo del governo israeliano &#8211; un modello vincente dal punto di vista dell&#8217;organizzazione dell&#8217;offerta, ma anche da quello della legislazione».<br />
Ma quali sono i segreti del movimento agrituristico italiano? Certamente la semplicità di una vacanza all&#8217;insegna del benessere e del contatto diretto con la natura che consente tuttavia l&#8217;approccio agli aspetti culturali, architettonici e artistici di cui ogni territorio è ricco e differenziato. L&#8217;agriturismo in Italia per come si è sviluppato diviene elemento rappresentativo del territorio di appartenenza: dai prodotti agroalimentari alle forme di allevamento, fino alle proposte sportive e di attività ricreative a contatto con la natura che risentono direttamente del clima e della geomorfologia nelle quali si inserisce. A fronte di un format di base che accomuna le diverse imprese, durante gli ultimi anni si è evidenziata una progressiva diversificazione degli agriturismi in modo da esaltarne la multifunzionalità con una positiva ricaduta in termini sociali ed ambientali. A questo proposito basti pensare all&#8217;impegno di mantenimento di tradizioni e costumi tipici e locali (il merito, secondo un dato Agriturist, è in particolare delle imprese rosa).<br />
Importante anche l&#8217;apporto dell&#8217;agriturismo nel recupero dell&#8217;edilizia tradizionale. Va sottolineato inoltre quanto gli investimenti fatti dalle aziende abbiano avuto ricadute dirette sulla tutela del paesaggio, delle risorse naturali e dei beni pubblici. Ultimo dato, non certo il meno interessante, quello relativo all&#8217;integrazione culturale che l&#8217;agriturismo ha favorito con il largo e qualificato impiego di lavoratori extra e neocomunitari. Tra i segreti del successo e della diversificazione dell&#8217;offerta dell&#8217;agriturismo anche le fattorie didattiche (in Italia sono oltre 3mila) alle quale ad AgrieTour è dedicata un&#8217;area dove è possibile imparare tanti segreti della vita all&#8217;aria aperta.<br />
Secondo l&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Istat, presentato ad Arezzo, in Italia sono 19.019 le strutture agrituristiche registrate (con un aumento di 539 unità pari al 2,9% rispetto all&#8217;anno precedente). Il 45,1 per cento delle aziende agrituristiche si trova nel Nord del Paese, il 34,4 per cento nel Centro e il restante 20,5 nel Mezzogiorno. In particolare, nelle regioni settentrionali e nel Mezzogiorno si concentra la percentuale più alta delle aziende con ristorazione (rispettivamente il 44,8 per cento e il 32,1 per cento del totale), mentre nell&#8217;Italia centrale è presente il 59,1 per cento degli agriturismi con degustazione. La Toscana resta la regione leader del settore con 4046 aziende agrituristiche, seguita dal Trentino-Alto Adige con 2863 aziende. Il giro d&#8217;affari annuo complessivo è stimato in oltre mille milioni di euro.<br />
<span style="text-decoration: underline"><strong>Articolo di Andrea Cuomo tratto da GIORNALE.IT</strong></span></p>
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		<title>ANCORA FRODI: OLIO RUBATO IN SPAGNA E DESTINATO ALLA PUGLIA</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 09:51:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F10%2Fancora-frodi-olio-rubato-in-spagna-e-destinato-alla-puglia.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>“Gli 11 arresti operati ieri tra Spagna ed Italia di una presunta banda, composta anche da pugliesi, che rubava olio di oliva in Spagna per poi trasportarlo in Puglia, e in particolare in provincia di Bari, dove veniva venduto come pugliese, non fanno che confermare i dubbi e le denunce che la Cia Puglia solleva da anni. Si tratta di un fenomeno criminale che colpisce un settore, quale è quello olivicolo, già in fortissime difficoltà. Ed è un fenomeno che froda sia gli olivicoltori e i produttori di olio pugliesi ma anche i consumatori finali.<br />
Ben venga, dunque, la maxi operazione portata a termine dalla Polizia spagnola che ha sgominato una banda dedita ad una truffa ai danni degli agricoltori pugliesi e dei consumatori.<br />
La Cia chiede che ora le indagini facciano chiarezza anche su chi fossero i destinatari delle centinaia di migliaia di chili di olio rubati in otto frantoi spagnoli e destinati molto probabilmente ad aziende pugliesi per essere rivendute come olio prodotto in Puglia con tanto di marchio Made in Italy.<br />
Così come accaduto per altri prodotti agricoli, dunque, quando i controlli e le indagini cominciano ad attivarsi qualcosa viene fuori. È accaduto in passato per la pasta e per il grano duro, ed in particolare per il grano importato dal Canada. A questo proposito va ricordato anche l’importante processo presso il Tribunale di Trani a carico del più grande importatore di grano duro a livello europeo, che sarebbe invischiato in importazioni di grani contaminati dalle ocratossine, sostanze cancerogene. Processo nel quale la Cia Puglia si è costituita parte civile.<br />
È da anni che abbiamo chiesto come Cia Puglia maggiori controlli in materia di frodi alimentari. I controlli, comunque, non devono solo scaturire dalle inchieste e, come nel caso spagnolo, da indagini partite a seguito di reati, ma devono essere sistematici e mirati, tesi a colpire il malaffare e l’economia dell’inganno. Occorre andare ancora a fondo e colpire le importazioni illegittime, il falso “Made in Itay” che ormai danneggia ogni comparto dell’agricoltura pugliese (grano duro, olio vino, ortofrutta, latte, uva da tavola, ciliege).<br />
Oltre alla clava del dumping alla rovescia, da anni denunciato dalla Cia Puglia, cioè ogni tipo d’importazione che porta allo stremo i prezzi dei nostri prodotti agricoli, ora arriva anche la conferma dell’arrivo in Puglia di olio addirittura rubato in Spagna che viene rivenduto come pugliese.<br />
Non ci stancheremo mai di chiedere di convocare la Cabina di regia sui controlli, con Nas, Repressioni frodi, Osservatorio fitopatologico, Sanità marittima, Dogane, Guardia di Finanza, Arpa Puglia e le organizzazioni professionali agricole”.</p>
<p>Redazione Cia Puglia (GdA)</p>
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		<title>La crisi non tocca le vacanze verdi</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 15:42:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sembra che le vacanze in agriturismo siano una meta richiesta che non è toccata dalla crisi, infatti le oltre diciottomila aziende agrituristiche del nostro paese sembrano in linea con i dati dello scorso anno di visite, soprattutto nelle regioni del sud, in forte crescita nello sviluppo delle proposte di questo genere di vacanza in Italia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F10%2Fla-crisi-non-tocca-le-vacanze-verdi.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Sembra che le vacanze in agriturismo siano una meta richiesta che non è toccata dalla crisi, infatti le oltre diciottomila aziende agrituristiche del nostro paese sembrano in linea con i dati dello scorso anno di visite, soprattutto nelle regioni del sud, in forte crescita nello sviluppo delle proposte di questo genere di vacanza in Italia.<br />
Sardegna, Puglia e Sicilia sarebbero le regioni con il dato più positivo e che avrebbero spinto di più sullo sviluppo di questa forma di turismo, bene anche Toscana, Marche, Lombardia e Umbria, più visite anche nelle zone costiere e luoghi vicino alle città d’arte.<br />
L’informazione via internet e la prenotazione, nonché la consultazione di cartine online è fondamentale per queste aziende che spesso sono in zone isolate e con strade difficilmente rintracciabili.<br />
Lo sviluppo di questa realtà imprenditoriale a portato ad un aumento delle strutture del 6.7%, è aumentata anche l’offerta delle attività collaterali: escursionismo, trekking, equitazione, mountain bike e corsi di cucina.<br />
La bellezza dell’Italia paesaggistica è una risorsa che andrebbe ulteriormente sviluppata e soprattutto tutelata, purtroppo continuiamo a vedere ogni giorno lo scempio del nostro bellissimo territorio; con discariche abusive, cementificazione selvaggia e anche abusiva, versamenti di sostanze tossiche sia nei mari che nei fiumi.</p>
<p>Articolo tratto da NOTIZIE FRESCHE</p>
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		<title>I vini del salento</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:48:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F09%2Fi-vini-del-salento.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>La tradizione vinicola salentina è antica, ma è stato in tempi recenti che il nettare degli dei qui prodotto ha fatto un salto di qualità e si è fatto conoscere in tutto il mondo: Germania, Gran Bretagna, Olanda ma anche Cina, India e Giappone. Citiamo il Selvarossa Riserva Salice Salentino DOP della Cantina Due Palme di Cellino San Marco (tre bicchieri del Gambero Rosso negli ultimi due anni), Il Leverano Doc Ross Riserva del 2005 della Cantina Vecchia Torre di Leverano (medaglia d’oro per il Vinitaly 2010), il Noatarpanaro e il Patriglione dell’Azienda Agricola Cosimo Taurino di Guagnano (il secondo è tra i Top 100 Wines of the World). Rossi notevoli, spesso con un ottimo rapporto qualità prezzo, come lo sono altrettanto i rosati. Bevande che si accompagnano al gusto della cucina locale, che vanta specialità da leccarsi i baffi come pittule (frittelle salate di pasta lievitata), pitta di patate, focacce ripiene di verdura, purea di fave con cicoria selvatica, ciceri e tria (pasta coi ceci), maccheroni di pasta fresca con cacioricotta, agnello con le patate, polpo alla pignatta, pezzetti di cavallo e turcinieddhri (involtini di agnello).</p>
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		<title>Salento in autunno</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F09%2Fsalento-in-autunno.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Affrettatevi a partire, perché nella terra de lu sule è sì tempo di vendemmia, ma si può godere ancora del mare. Tra vini e dolci spettacolari, borghi antichi e masserie, viaggio alla scoperta di un altro volto del tacco d&#8217;Italia, genuino e rilassante<br />
Dimenticate la movida frenetica dei mesi estivi, il pullulare di bagnanti, la musica degli stabilimenti balneari. Scordatevi il traffico sulla strada litoranea, i locali e i ristoranti pieni, i centri storici affollati dai turisti. Quello che vi portiamo a scoprire è un Salento diverso, autentico e conosciuto da pochi.<br />
Da metà settembre a metà ottobre nella terra de lu sule è tempo di vendemmia.<br />
Vino e non solo: non può mancare il mare, che in questo periodo dell’anno ha un fascino tutto speciale. Se il tempo lo consente da maggio inoltrato a metà ottobre nella punta estrema della Puglia si può fare il bagno. Gran parte degli stabilimenti balneari ha già chiuso o si accinge a farlo, e le spiagge delle più note località sono in versione “da cartolina”, meravigliosamente libere, ma il sole per fortuna scalda e abbronza ancora.<br />
Per godere della pace e dei colori della campagna il consiglio è quello di soggiornare nell’entroterra. Spostandosi ancora più a Sud si incontra Tuglie, non molto lontana da Gallipoli: vale la pena fermarsi qui a visitare il Museo della Civiltà Contadina, ubicato nel seicentesco palazzo ducale all&#8217;interno del quale si sviluppa un antico giardino. Ma il vero fiore all’occhiello della città è il <strong>Museo della Radio</strong>, piccolo ma concentrato centro di storia dove tutti i macchinari sono funzionanti.</p>
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		<title>Genetica: scoperto un nuovo gene nel DNA dei discendenti dei Messapi</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La spiccata predisposizione sociale all’accoglienza da parte del popolo salentino è scienza: il successo turistico è un fattore genetico E&#8217; di ieri la notizia pubblicata sulla rivista “RS &#8211; Research&#38;Science”, relativa alla scoperta da parte di alcuni genetisti dell&#8217;Università di Dorckenstein di un nuovo gene nella catena cromosomica dei discendenti dei Messapi e residenti sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F05%2Fgenetica-scoperto-un-nuovo-gene.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>La spiccata predisposizione sociale all’accoglienza da parte del</p>
<p>popolo salentino è scienza: il successo turistico è un fattore genetico</p>
<p>E&#8217; di ieri la notizia pubblicata sulla rivista “RS &#8211; Research&amp;Science”, relativa alla scoperta da parte di alcuni genetisti dell&#8217;Università di Dorckenstein di un nuovo gene nella catena cromosomica dei discendenti dei Messapi e residenti sulla penisola salentina a sud della Puglia. Si tratta del gene battezzato col nome scientifico di &#8220;affabilium&#8221;, volgarmente denominato dai ricercatori &#8220;gene dell&#8217;ospitalità&#8221;, il quale rappresenterebbe la causa primaria dello sviluppo della spiccata tendenza all&#8217;accoglienza e all&#8217;ospitalità del popolo salentino.<span id="more-94"></span></p>
<p>Gli scienziati teulandesi hanno condotto uno studio che è durato 18 mesi e che ha visto coinvolto due distinti campioni di volontari, uomini e donne di età compresa tra i 18 ed i 50 anni. Il primo campione era composto da 4.500 persone che avessero almeno uno dei genitori di discendenza salentina, mentre il secondo campione comprendeva 3.200 persone con origini totalmente diverse, anche non italiane. Il risultato è stato inequivocabile: l’89% del campione di “salentini” ha dimostrato l’esistenza nel proprio DNA di questo nuovo gene, mentre nel 93% del campione di “non salentini” il gene dell’ospitalità è risultato totalmente assente. Si tratta quindi di una importante scoperta che pone le basi per ulteriori sviluppi ed approfondimenti, soprattutto per comprendere se questa peculiare caratteristica possa essere trasmissibile, in modo da estenderne gli effetti a tutto il popolo italiano.</p>
<p>Per quanto concerne le motivazioni o la giustificazione per cui si sia verificata questa anomala trasformazione evoluzionista, gli studiosi hanno azzardato una prima ipotesi secondo cui lo sviluppo del gene “in più” sarebbe dovuto alle caratteristiche storiche e sociali che hanno caratterizzato il territorio in questione e, principalmente, le genti che lo hanno abitato. Trattandosi di una terra di confine, a partire dall’XI secolo a.C., il Salento ha infatti visto avvicendarsi nei secoli la presenza di svariati popoli, anche molto diversi tra loro (messapi, goti, bizantini, longobardi, saraceni, etc.) che hanno lasciato tracce del loro passaggio non solo nelle edificazioni, nei costumi e nelle arti ma anche, evidentemente, a livello ambientale e “genetico”, tali da rendere il popolo residente particolarmente predisposto all’accoglienza dell’ospite.</p>
<p>«L’idea della ricerca è partita da una ben precisa percezione e siamo felicissimi di poter oggi dimostrare di aver avuto ragione.», dichiara il prof. Bherckstein a capo dell’equipe di studiosi, «Siamo partiti dalla constatazione empirica di una particolare caratteristica comportamentale e sociale riscontrata nel popolo salentino e, attraverso lo studio appena pubblicato, siamo riusciti a dimostrare scientificamente che esiste una reale motivazione genetica che giustifica tale comportamento. Anche qui le teorie evoluzioniste di Darwin hanno trovato riscontro. Dovendo avere a che fare con continui arrivi di popoli e costumi diversi, i residenti hanno sviluppato nel corso dei secoli questo particolare gene che li rende unici.»</p>
<p>Dopo la notizia giunta l’anno scorso sugli effetti benefici creati dall’aria, dalla luce e dai profumi di questo estremo lembo di terra (caratteristiche per cui è nata la “salentoterapia”), ecco quindi che finalmente trova un fondamento scientifico anche la nota e acclamata ospitalità che ogni visitatore percepisce una volta giunto in terra salentina.</p>
<p>articolo tratto da <a href="http://www.repubblicasalentina.it">www.repubblicasalentina.it</a></p>
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		<title>CANTINE APERTE 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Città Aperte” “Salento è gusto” Visite alle cantine del Salento in bus. Con guida, gratuite Degustazioni di vini, eventi culturali, spettacoli di musica e danza “CANTINE APERTE 2010” Si terrà domenica, 30 maggio 2010, la manifestazione “Cantine Aperte”, organizzata dal Movimento Turismo del Vino Puglia con il contributo dell&#8217;Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari. Le cantine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F05%2Fcantine-aperte-2010.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>“Città Aperte”<br />
“Salento è gusto”<br />
Visite alle cantine del Salento in bus. Con guida, gratuite<br />
Degustazioni di vini, eventi culturali, spettacoli di musica e danza<br />
“CANTINE APERTE 2010”<br />
Si terrà domenica, 30 maggio 2010, la manifestazione “Cantine Aperte”, organizzata dal<br />
Movimento Turismo del Vino Puglia con il contributo dell&#8217;Assessorato regionale alle<br />
Risorse Agroalimentari. Le cantine associate al Movimento Turismo del Vino Puglia (Info:<br />
080.5233038 &#8211; www.mtvpuglia.it) tornano ad aprire le porte ad esperti e appassionati per<br />
brindare insieme e offrire un&#8217;altra occasione per entrare in contatto diretto con aziende e<br />
produttori. “Cantine Aperte” sposa anche l’iniziativa della Regione Puglia, il progetto di<br />
accoglienza “Città Aperte 2010” promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione<br />
Puglia e organizzato dall’Azienda di Promozione Turistica della provincia di Lecce.<br />
Domenica 30 maggio, infatti, turisti e appassionati potranno andar per le cantine del<br />
Salento partecipando a escursioni in bus con guida, gratuite, promosse dagli Assessorati<br />
regionali al Turismo e alle Risorse Agroalimentari ed organizzate dall’Apt di Lecce in<br />
collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Puglia.</p>
<p><span id="more-85"></span>DOMENICA 30 MAGGIO<br />
Itinerari enologici per le aree vitivinicole del Salento<br />
ITINERARIO 1<br />
Da Lecce per Melissano, Cutrofiano e Scorrano<br />
Visita a Melissano all&#8217;Unione Agricola, a Cutrofiano alle Cantine L’Astore e Palamà Vini<br />
del Salento e Scorrano alla Cantina del Duca Carlo Guarini.<br />
p. 15.00 Lecce (City Terminal)<br />
a. 21.00 Lecce (City Terminal)<br />
ITINERARIO 2<br />
Da Lecce per Monteroni di Lecce, Carmiano, Arnesano e Novoli<br />
Visita a Monteroni di Lecce da Apollonio Casa Vinicola, Carmiano da Petrelli, ad<br />
Arnesano da Mocavero e a Novoli alle Cantine De Falco.<br />
p. 15.00 Lecce (City Terminal)<br />
a. 21.00 Lecce (City Terminal)<br />
ITINERARIO 3<br />
Da Lecce per Guagnano<br />
Visita a Guagnano a Feudi di Guagnano, Emera, Cantine Cantele e Azienda Agricola<br />
Taurino<br />
p. 9.30 Lecce (City Terminal)<br />
a. 14.00 Lecce (City Terminal)<br />
ITINERARIO 4<br />
Da Lecce per Squinzano e Salice Salentino<br />
Visita a Squinzano a La Vigna dei Baroni Martucci e Salice Salentino a Leone de Castris<br />
e Castello Monaci<br />
p. 9.30 Lecce (City Terminal)<br />
a. 14.00 Lecce (City Terminal)<br />
ITINERARIO 5<br />
Da Lecce per Galatina, Nardò e Leverano<br />
Visita a Galatina a Santi Dimitri e Valle dell’Asso, a Nardò a Cantina Bonsegna e Schola<br />
Sarmenti ed a Leverano alla Cantina Sociale Cooperativa di Leverano e Conti Zecca.<br />
p. 15.00 Lecce (City Terminal)<br />
a. 21.00 Lecce (City Terminal)<br />
Info e prenotazione*<br />
Apt Lecce 0832.314117<br />
Iat Lecce 0832.248092-332463<br />
&#8220;Passione Barocca&#8221; 0832.682291<br />
Castello 0832.246517<br />
Trianet 0832.256124<br />
*Prenotazione obbligatoria entro le ore 12 di venerdì 28 maggio 2010 anche per<br />
e-mail:aptlecce.cittaperte@viaggiareinpuglia.it</p>
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		<title>Premio  Barocco</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 10:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il premio Barocco torna a Gallipoli. La 41esima edizione della kermesse si svolgerà al Teatro Italia a Gallipoli e sarà ancora trasmesso dalla Rai in diretta in prima serata su RAI uno venerdi&#8217; 11 Giugno 2010 .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2010%2F05%2Fpremio-barocco.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Il premio Barocco torna a Gallipoli.<br />
La 41esima edizione della kermesse si svolgerà al Teatro Italia a Gallipoli e sarà ancora trasmesso dalla Rai in diretta in prima serata su RAI uno venerdi&#8217; 11 Giugno 2010 .</p>
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