<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Agriturismo Specolizzi nel Salento</title>
	<atom:link href="http://www.agrispecolizzi.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.agrispecolizzi.it</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 16:15:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>Agriturismi come gli alberghi</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/agriturismi-come-gli-alberghi.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/agriturismi-come-gli-alberghi.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Struttura]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismi]]></category>
		<category><![CDATA[categorie]]></category>
		<category><![CDATA[classificazione]]></category>
		<category><![CDATA[comfort]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=234</guid>
		<description><![CDATA[Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno classificati in 5 categorie sulla base di parametri che tengono conto del livello di comfort della struttura, delle caratteristiche dell’azienda e dei servizi che offre in termini di valorizzazione dei prodotti tipici, del paesaggio e dei territori L’Osservatorio nazionale dell’agriturismo, nel corso della riunione che si è tenuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F02%2Fagriturismi-come-gli-alberghi.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno classificati in 5 categorie sulla base di parametri che tengono conto del livello di comfort della struttura, delle caratteristiche dell’azienda e dei servizi che offre in termini di valorizzazione dei prodotti tipici, del paesaggio e dei territori</p>
<p>L’Osservatorio nazionale dell’agriturismo, nel corso della riunione che si è tenuta presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha approvato oggi, 24 gennaio, in sede tecnica, i criteri di classificazione nazionale delle aziende agrituristiche. Si tratta di un primo importante tassello del più ampio programma di rilancio dell’agriturismo italiano portato avanti dal Mipaaf attraverso l’Osservatorio, una cabina di regia istituita nel dicembre del 2009, cui partecipano rappresentanti del Mipaaf, del Dipartimento del Turismo, delle Regioni, delle Associazioni agrituristiche, Istat e Touring club.</p>
<p>Il nuovo sistema di classificazione unitaria, che sarà inviato alla Conferenza Stato-Regioni per la definitiva approvazione, ha l’obiettivo di rendere più omogenea la griglia di valutazione delle aziende agrituristiche, sulla base di parametri che tengono conto non solo del livello di comfort della struttura ricettiva, ma anche delle caratteristiche dell’azienda e dei servizi che è in grado di offrire, in termini di valorizzazione dei prodotti tipici locali, del paesaggio e dei territori. Si tratta di uno strumento che punta a garantire una maggiore trasparenza dell’offerta agrituristica, favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta e rispondere in un modo più efficiente alle nuove esigenze di una clientela sempre più esigente, alla continua ricerca di un ambiente incontaminato, di prodotti agroalimentari di qualità e di paesaggi di grande pregio.</p>
<p>Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno quindi classificati in cinque categorie e la definizione del logo che dovrà rappresentare questo modello di ospitalità rurale, fortemente legato all’attività agricola, sarà scelto a conclusione di un bando pubblico che il Ministero si appresta a presentare.</p>
<p>Il programma di rilancio del settore prevede anche la realizzazione di una banca dati del sistema agrituristico, dove sono state già caricate 21.500 aziende; per 16.800 di queste, inserite nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) che viene già utilizzato per i controlli legati alla Politica agricola comune, si dispone anche di moltissime informazioni tecniche come la consistenza aziendale, le colture praticate, il patrimonio zootecnico e gli animali allevati e la presenza di strutture di trasformazione delle produzioni agricole. Si tratta di un fondamentale strumento operativo a disposizione delle amministrazioni nazionali, regionali e locali, per realizzare attività promozionali, ma anche di gestione e controllo.</p>
<p>Qualsiasi iniziativa, infatti, non può che partire da una profonda conoscenza delle caratteristiche delle aziende agrituristiche italiane, per soddisfare i bisogni dei consumatori e intercettare le tendenze evolutive dei mercati, soprattutto esteri, che si vorrebbe conquistare. Allo stesso tempo è necessaria la realizzazione di linee guida per un programma omogeneo di controlli per fare chiarezza su di un complicato sistema di norme nazionali e regionali e per dare risposte concrete, chiare e trasparenti, sia agli operatori agrituristici, che ai consumatori.</p>
<p>Articolo tratto da : italia a tavola.net</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/agriturismi-come-gli-alberghi.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per gli italiani  la vacanza  è  verde</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/per-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/per-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismo]]></category>
		<category><![CDATA[aumento presenze]]></category>
		<category><![CDATA[flussi turistici]]></category>
		<category><![CDATA[turismo verde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=231</guid>
		<description><![CDATA[Per gli italiani la vacanza è verde Agriturismo: +16,5% in 8 mesi Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio nazionale del turismo, l&#8217;agriturismo ha messo a segno, nei primi 8 mesi del 2011, un sorprendente +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Ma la tendenza positiva registrata nei primi mesi dell&#8217;anno sembra destinata ad esaurirsi nel quadrimestre conclusivo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F02%2Fper-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Per gli italiani  la vacanza  è  verde<br />
Agriturismo: +16,5% in 8 mesi</p>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio nazionale del turismo, l&#8217;agriturismo ha messo a segno, nei primi 8 mesi del 2011, un sorprendente +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Ma la tendenza positiva registrata nei primi mesi dell&#8217;anno sembra destinata ad esaurirsi nel quadrimestre conclusivo.</p>
<p>Secondo uno studio di Agriturist sui sondaggi a consuntivo recentemente pubblicati dall&#8217;Osservatorio nazionale del turismo (Ont), l&#8217;agriturismo ha messo a segno, nei primi otto mesi del 2011, un sorprendente +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il risultato assume ulteriore rilievo visto che il resto del turismo italiano è cresciuto solo del 1,2%. </p>
<p>Agriturist, anche sulla base delle visite al proprio sito internet www.agriturist.it, stima che alla performance delle vacanze &#8220;in fattoria&#8221; abbia contribuito non solo un&#8217;impennata degli ospiti stranieri (+25%) ma anche un rilevante incremento degli ospiti italiani (+11%). </p>
<p>In evidenza i risultati dell&#8217;agriturismo nei mesi di luglio e agosto: +34% rispetto allo stesso bimestre del 2010. E i turisti stranieri sono stati il 41,6% del totale, molti di più dello scorso anno (36,5%) e della media registrata complessivamente dall&#8217;offerta turistica nazionale (34,1%). </p>
<p>«L&#8217;estate scorsa &#8211; dichiara Giorgio Lo Surdo, direttore nazionale di Agriturist &#8211; ha confermato il successo dell&#8217;agriturismo italiano, soprattutto presso i visitatori stranieri, dopo l&#8217;andamento molto negativo registrato nel 2010. È un premio al lavoro delle aziende agricole, che migliorano costantemente la qualità dell&#8217;accoglienza e promuovono nel mondo paesaggi, enogastronomia e cultura dello spazio rurale italiano».</p>
<p>Il più alto gradimento per la vacanza in azienda agricola è stato espresso dalle famiglie, che sono cresciute del 10% rispetto all&#8217;anno scorso anche per effetto del sensibile rincaro delle tariffe alberghiere (+9%), mentre i prezzi dell&#8217;agriturismo non hanno subito variazioni significative.</p>
<p>Al successo dell&#8217;agriturismo ha molto contribuito anche il miglioramento delle strategie di promozione adottate dagli imprenditori agricoli, più presenti in internet  con i propri siti web (+1,6%) tramite i quali è stato concluso un crescente numero di prenotazioni (+17%). È aumentato (+6%) anche il ricorso alla intermediazione di agenzie, operanti soprattutto on-line.</p>
<p>Ma la tendenza positiva registrata nei primi otto mesi dell&#8217;anno sembra destinata ad esaurirsi nel quadrimestre conclusivo, a proposito del quale sono per il momento disponibili solo dati provvisori (settembre-novembre) e intenzioni di viaggio (dicembre). Agriturist esprime preoccupazione per gli effetti sempre più acuti della crisi economico-finanziaria che già delineano, per l&#8217;ultima parte dell&#8217;anno, una flessione della domanda di agriturismo nell&#8217;ordine del 6%.</p>
<p>Articolo tratto da :italia a tavola.net</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/02/per-gli-italiani-la-vacanza-e-verde.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Olio, se l&#8217;origine in etichetta non è quella vera scatta l&#8217;accusa di frode</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/olio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/olio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=229</guid>
		<description><![CDATA[La Cassazione penale, con la sentenza del 18 ottobre 2011 n. 37508, ha stabilito che commette reato di tentativo di frode in commercio l’imprenditore che detiene nel proprio magazzino confezioni di olio extravergine di oliva destinate alla vendita con un’etichetta attestante che la produzione e il confezionamento avvengono nel proprio stabilimento sebbene l’olio sia, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F01%2Folio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>La Cassazione penale, con la sentenza del 18 ottobre 2011 n. 37508, ha stabilito che  commette reato di tentativo di frode in commercio l’imprenditore che detiene nel proprio magazzino confezioni di olio extravergine di oliva destinate alla vendita con un’etichetta attestante che la produzione e il confezionamento avvengono nel proprio stabilimento sebbene l’olio sia, in realtà, prodotto da un’altra azienda.</p>
<p>Tale indicazione, infatti, induce in errore il consumatore, il quale è portato a credere che sia l’estrazione dell’olio dalle olive quanto l’imbottigliamento del prodotto finito avvengono all’interno dello stabilimento indicato, mentre vi è eseguita solo tale ultima operazione.</p>
<p>Dunque, ciò che si vuole tutelare è l’affidamento che il consumatore può rivolgere all’indicazione del luogo di produzione di un prodotto, posto che tale indicazione ne condiziona la scelta, specie nei casi in cui, come avviene per l’olio, le diverse modalità di estrazione e la provenienza delle olive incidono in modo determinante sulla qualità del prodotto finale.</p>
<p>A tal proposito, la normativa in materia contiene precise indicazioni nell’affermare che l’etichettatura, così come la presentazione e la  pubblicità dei prodotti alimentari, non deve indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto e, specificamente, sulla natura, sulla identità, sulla qualità, sulla composizione, sul luogo di origine o di provenienza, nonché sul modo di ottenimento o di fabbricazione del prodotto stesso (art. 2 d. lgs. n. 109/1992). </p>
<p>Inoltre, tra le indicazioni che devono essere obbligatoriamente presenti sulle etichette dei prodotti alimentari devono figurare  la sede o del fabbricante o del confezionatore, la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento e il luogo di origine o provenienza nel caso in cui l’omissione possa indurre in errore l’acquirente circa l’origine o provenienza del prodotto (art. 3 d. lgs. n. 109/1992).</p>
<p>Ad ogni modo, al di là dell’obbligatorietà o meno di un’indicazione riportata in etichetta, è chiaro che ogni informazione posta sulla confezione deve essere veritiera e non può, contenere indicazioni fuorvianti sull’origine o provenienza del prodotto. </p>
<p>La decisione della Cassazione incentiva un maggiore controllo dei prodotti alimentari ancor prima di essere immessi sul mercato per la vendita, in quanto ai fini della configurazione dell’illecito non è stata ritenuta necessaria la sussistenza di qualche forma di contrattazione finalizzata alla vendita dell’olio, ma è stata ritenuta sufficiente la mera detenzione in magazzino di merce non rispondente a quella dichiarata per origine, provenienza e qualità, ritenendo certa la successiva immissione nella rete distributiva di tali prodotti. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/olio-se-lorigine-in-etichetta-non-e-quella-vera-scatta-laccusa-di-frode.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dalla lotta alla contraffazione 300mila posti di lavoro ed export triplicato</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/dalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/dalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=224</guid>
		<description><![CDATA[Trecentomila nuovi posti di lavoro ed export triplicato. Sono gli effetti per il made in Italy che la lotta alla contraffazione alimentare potrebbe portare, secondo l’analisi presentata dalla Coldiretti sulla base dei risultati della prima relazione sulla pirateria nell’agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta e presentata a Roma, a Palazzo Rospigliosi, nel corso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2012%2F01%2Fdalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Trecentomila nuovi posti di lavoro ed export triplicato. Sono gli effetti per il made in Italy che la lotta alla contraffazione alimentare potrebbe portare, secondo l’analisi presentata dalla Coldiretti sulla base dei risultati della prima relazione sulla pirateria nell’agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta e presentata a Roma, a Palazzo Rospigliosi, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri,  il Presidente della Coldiretti Sergio Marini, il Ministro per le Politiche Agricole Mario Catania, il Procuratore Antimafia Pietro Grasso e il presidente della Commissione stessa, Giovanni Fava.</p>
<p>“Il fatto che per effetto della falsificazione vengano sottratti all’agroalimentare nazionale ben  164 milioni di euro al giorno dimostra – ha sottolineato Marini – che il contrasto all’evasione fiscale, la lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni un’ area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e generare occupazione”. </p>
<p>Secondo l’analisi Coldiretti/Eurispes, per giungere ad un pareggio della bilancia commerciale del settore agroalimentare italiano, ad importazioni invariate, sarebbe sufficiente recuperare quote di mercato estero per un controvalore economico pari al 6,5 per cento dell’attuale volume d’affari del cosiddetto “Italian sounding”. Ad essere colpiti sono i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare come è stato evidenziato dall’esposizione della Coldiretti sui casi più eclatanti di pirateria alimentare divisi per regione.</p>
<p>Ma in occasione dell’incontro Coldiretti è tornata a denunciare il caso dei finanziamenti accordati dalla Simest, società finanziaria controllata dal Ministero dello sviluppo economico, a iniziative che danneggiano il Made in Italy, con la produzione di pecorino e caciotta in Romania o la vendita all’estero di salame calabrese fatto negli Stati Uniti finanziata con le tasse degli italiani senza alcun beneficio per il Paese ma facendo anzi concorrenza sleale a tutte le produzioni tipiche espressione vere del territorio. </p>
<p>“Produrre pecorino in Romania con latte e lavoro rumeno e soldi dei cittadini italiani, per poi venderlo in Europa e nel mondo, con l’aggravante dell’italian sounding, in concorrenza con quello vero nazionale &#8211; ha attaccato Marini -, non è infatti semplice delocalizzazione ma la forma più becera della delocalizzazione e l’attacco più violento al vero Made in Italy a spese dei contribuenti italiani”.</p>
<p>ARTICOLO TRATTO DA www.ilpuntocoldiretti.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2012/01/dalla-lotta-alla-contraffazione-300mila-posti-di-lavoro-ed-export-triplicato.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Barocco Leccese</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/10/barocco-leccese.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/10/barocco-leccese.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 13:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[stile barocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=219</guid>
		<description><![CDATA[Il termine &#8220;barocco&#8221;, coniato nel corso del `700 per indicare lo stile delle &#8220;forme che volano&#8221;, rappresenta il momento di più acuta crisi dei modelli classicisti e degli ideali rinascimentali e quindi il trionfo di quelli controriformisti. Dalle opere degli artisti barocchi emergono problematiche esistenziali e travagli interiori, espressi per lo più attraverso tematiche religiose. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F10%2Fbarocco-leccese.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Il termine &#8220;barocco&#8221;, coniato nel corso del `700 per indicare lo stile delle &#8220;forme che volano&#8221;, rappresenta il momento di più acuta crisi dei modelli classicisti e degli ideali rinascimentali e quindi il trionfo di quelli controriformisti. Dalle opere degli artisti barocchi emergono problematiche esistenziali e travagli interiori, espressi per lo più attraverso tematiche religiose. Nel Seicento il barocco imperò in tutta Italia, dando vita ad un&#8217;infinità di chiese e di palazzi nuovi, ma s&#8217;impose, anche, con ampliamenti e rifacimenti, a molti vecchi edifici che erano stati stupende creazioni dell&#8217;arte romantica e gotica. In tal modo, chiese e palazzi si addobbarono di statue, di colonne, di pilastri, di balaustre, di nicche. Lecce capitale dei Salento, visse, a partire dalla seconda metà del&#8217;500, diventando una piccola Versailles.<br />
E&#8217; il vescovo Luigi Pappacoda, nella metà del XVII secolo a Lecce, che avvia l&#8217;attività propulsiva per l&#8217;affermazione del fenomeno artistico noto come &#8220;barocco leccese&#8221;; unico artista locale che contribui&#8217; allo sviluppo dell&#8217;architettura salentina fu Gabriele Riccardi, cui è attribuito il progetto generale dei monumento che introduce il barocco in terra d&#8217;Otranto: la Chiesa di S. Croce a Lecce, che con la straordinaria decorazione della facciata può essere letta figura per figura come un trattato di teologia, ricco di valori simbolici.<br />
II barocco leccese è tutto particolare perché è inestricabilmente legato a un segreto tutto suo, ha una forma irripetibile altrove: la qualità unica della pietra leccese.<br />
Un calcare marmoso di grana compatta e omogenea, ma tanto tenero da poter essere lavorato con lo scalpello e l&#8217;accetta. All&#8217;aria indurisce e assume col tempo un caldo colore dorato. Gli inizi del XVIII vedono emergere nuove figure professionali, come quelle di Mauro ed Emanuele Manieri, veri e propri architetti, che danno autonomia e centralità alle fasi di progettazione dell&#8217;opera, rispetto a quelle di esecuzione. In questo periodo a Lecce si fabbricano più palazzi che chiese matrici ove l&#8217;ornato cessa di essere l&#8217;elemento più importante dell&#8217;edificio.<br />
Lecce, la Firenze delle Puglie; infatti gli antichi storici dicevano che se si mettessero in fila le Chiese di Lecce si otterrebbe la strada più bella del mondo.<br />
La riforma di Lecce barocca dona alla città una veste scenografica dalla bellezza incomparabile; se la Chiesa di S. Matteo gioca con i pieni ed i vuoti, Santa Croce, composta a più mani in maniera corale, strabilia per le sue festose decorazioni ed incanta con i suoi altari.<br />
 Ma non c&#8217;è tempo di prendere fiato perché Palazzo dei Celestini ne moltiplica l&#8217;effetto scenografico, giocando di rimando col bugnato di Palazzo Adorno. Superata Piazza Sant&#8217;Oronzo (con l&#8217;anfiteatro romano e la colonna terminale della via Appia su cui svetta la statua di Sant&#8217;Oronzo) fa capolino la Chiesa fa capolino la Chiesa di Santa Irene, antica patrona della città, sulla cui facciata compare la lupa col leccio. All&#8217;interno il suo altare ubriaca con l&#8217;intrico delle formelle decorate.<br />
 Piazza Duomo si apre, splendida, con la chiesa della Vergine Assunta, dalla doppia facciata che gioca al rimando con il Vescovato e spinge la vista verso l&#8217;imponente campanile di ben sessantotto metri innalzato da Giuseppe Zimbalo e lo straordinario pozzetto che è un po&#8217; il simbolo della Lecce Barocca, a costruire una grande, unica scenografia.<br />
 Altri monumenti del barocco sono la Chiesa di Santa Chiara, con un ricco portale su una facciata elegante, la Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, eretta dai normanni ma completata con una facciata barocca, e la Chiesa dei Teatini.<br />
Ma una passeggiata a Lecce, varcata la cinta muraria che racchiude il centro storico, è sempre un itinerario a sorpresa. E&#8217; sufficiente entrare in città dalla Porta Rudiae, che vale come un biglietto da visita: è un vero arco di trionfo sormontato dalle statue dei Santi protettori della città (Sant&#8217;oronzo, San Domenico e Santa Teresa).L&#8217;estro e la gioia di vivere pugliesi hanno, finalmente, la possibilità di esprimersi!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/10/barocco-leccese.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tenuta Specolizzi &#8211; VIDEO AZIENDALE-</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/09/tenuta-specolizzi-video.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/09/tenuta-specolizzi-video.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 14:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Struttura]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[specolizzi]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=217</guid>
		<description><![CDATA[video- Tenuta Specolizzi-salento-puglia -lecce]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F09%2Ftenuta-specolizzi-video.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gT_W6bUkIEw">video- Tenuta Specolizzi-salento-puglia -lecce</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/09/tenuta-specolizzi-video.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bandiere Blu 2011: le spiagge più belle d’Italia</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/05/bandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%e2%80%99italia.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/05/bandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%e2%80%99italia.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 15:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa Visitare]]></category>
		<category><![CDATA[bandiere blu]]></category>
		<category><![CDATA[maldive del salento]]></category>
		<category><![CDATA[mare pulito]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggie del salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=213</guid>
		<description><![CDATA[Anche quest’anno è stata riconosciuta alle Marine di  SALVE  la Bandiera Blu da parte della FEE, organizzazione non governativa e no profit che agisce a livello mondiale. Sono 233, due in più rispetto allo scorso anno, le spiagge promosse con la Bandiera blu 2011, il vessillo simbolo di qualità non solo per le acque pulite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F05%2Fbandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%25e2%2580%2599italia.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Anche quest’anno è stata riconosciuta alle Marine di  SALVE  la Bandiera Blu da parte della FEE, organizzazione non governativa e no profit che agisce a livello mondiale.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="75%">Sono 233, due in più rispetto allo scorso anno, le spiagge promosse con la Bandiera blu 2011, il vessillo simbolo di qualità non solo per le acque pulite ma anche per i servizi e il rispetto dell&#8217;ambiente, riconoscimento che viene assegnato dalla Fondazione per l&#8217;educazione ambientale (Fee) in collaborazione con il Consorzio nazionale batterie esauste (Cobat) ed Enel Sole.</p>
<p>Si tratta di 125 comuni premiati, il 6% in più rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Per gli approdi turistici quest&#8217;anno sono 63 quelli che hanno ricevuto il riconoscimento (due in più).</p>
<p> «Le Amministrazioni che non si orientano nella direzione di un turismo sostenibile nelle proprie località &#8211; afferma il presidente di Fee Italia, Claudio Mazza &#8211; si precludono la possibilità di sviluppare turismo di qualità in futuro».</td>
<td width="25%"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La maggior parte delle Bandiere Blu 2011 (91%), rappresenta la riconferma delle località balneari dell&#8217;anno precedente, ma anche quest&#8217;anno è stato registrato un incremento dovuto sia al rientro di alcune località, che dell&#8217;ingresso di località che per la prima volta hanno ottenuto la Bandiera Blu</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/05/bandiere-blu-2011-le-spiagge-piu-belle-d%e2%80%99italia.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOLMEN, MENHIR  nel salento</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/dolmen-menhir-salento-puglia.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/dolmen-menhir-salento-puglia.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 16:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa Visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[dolmen]]></category>
		<category><![CDATA[grecia salentina]]></category>
		<category><![CDATA[menhir]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=194</guid>
		<description><![CDATA[Il termine &#8220;MENHIR&#8221; proviene dal dialetto bretone e significa &#8220;pietra lunga&#8221;. Sono lunghi parallelepipedi monolitici conficcati nella roccia, per questo si chiamano &#8220;pietrefitte&#8221; e si possono trovare isolati o raggruppati in allineamenti in modo da formare dei complessi. Non è chiaro l&#8217;uso e la loro destinazione ma si è ritenuto fossero dei punti di riferimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F01%2Fdolmen-menhir-salento-puglia.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Il termine &#8220;<strong>MENHIR</strong>&#8221; proviene dal dialetto bretone e significa &#8220;pietra lunga&#8221;. Sono lunghi parallelepipedi monolitici conficcati nella roccia, per questo si chiamano &#8220;pietrefitte&#8221; e si possono trovare isolati o raggruppati in allineamenti in modo da formare dei complessi. Non è chiaro l&#8217;uso e la loro destinazione ma si è ritenuto fossero dei punti di riferimento vario, che segnalassero confini o che fossero strumenti di misurazione del tempo. I menhir vengono legati al culto del sole e più in generale ai culti fallici. I menhir salentini, circa 80 misurano in media 4 metri e sono simili ai menhir della Cornovaglia, dell&#8217;inghilterra e delle Baleari. Caratteristica comune a quasi tutti è che le facce più larghe sono orientate da nord a sud. Il menhir più alto d&#8217;Italia è il  San Totaro a Martano di metri 5,20.`</p>
<p>Nel salento si contano almeno cento SPECCHIE neolitiche delle quali se ne conservano ancora ventisei. Cosa sono? Sono luoghi di avvistamento diurno e notturno del sapiens-cacciatore che, poi, sono diventati luoghi di incontri sacri associati al culto del sole. Sono tumuli di terra e pietre con all&#8217;interno strutture dolmeniche o tombe a fossa. Attualmente sono in buono stato circa 40 specchie; nel paese di Taurisano, nel sud del Salento, vi è Silva, la più grande specchia del mondo, ma ricordiamo anche quelle dei centri salentini di: Manduria, Francavilla, Zollino, Martano, Ruffano e Presicce.</p>
<p>Accanto alle specchie, sono presenti anche i <strong>DOLMEN,</strong> costruiti per durare nel tempo, sono le più antiche architetture d&#8217;Europa: le cosiddette &#8220;<strong>pietre senza nome</strong>&#8220;, rappresentano infatti delle tracce di un passato lontano e dimenticato. II termine &#8220;dolmen&#8221; deriva dalla fusione di due parole bretoni: si tratta di un monumento megalitico costituito generalmente da un lastrone di pietra appoggiato orizzontalmente su pietre infitte verticalmente nel terreno, così da formare un ambiente, per lo più ad uso sepolcrale molto spesso coperto da un tumulo.</p>
<p>Notevoli presenze dolmeniche sono presenti a Maglie, Melendugno, Minervino, Statte e Fasano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/dolmen-menhir-salento-puglia.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TORRI, MASSERIE E  “TRUDDHI”  nel salento</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/torri-masserie-e-%e2%80%9ctruddhi%e2%80%9d-nel-salento.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/torri-masserie-e-%e2%80%9ctruddhi%e2%80%9d-nel-salento.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 15:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa Visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[masserie fortificate]]></category>
		<category><![CDATA[torri]]></category>
		<category><![CDATA[truddhi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=190</guid>
		<description><![CDATA[Disseminate, come sentinelle, sia lungo il litorale jonico ed adriatico, per avvisare e segnalare le incursioni dei nemici (Saraceni, Turchi&#8230;), sia nell&#8217;entroterra, dislocate strategicamente nelle aree classiche dei comprensori di Lecce, Nardò ed Ugento. Innalzate intorno al `500, rappresentano dei veri e propri gioielli di edilizia militare. Ecco le più importanti. Torre Lapillo (Porto cesareo); [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F01%2Ftorri-masserie-e-%25e2%2580%259ctruddhi%25e2%2580%259d-nel-salento.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Disseminate, come sentinelle, sia lungo il litorale jonico ed adriatico, per avvisare e segnalare le incursioni dei nemici (Saraceni, Turchi&#8230;), sia nell&#8217;entroterra, dislocate strategicamente nelle aree classiche dei comprensori di Lecce, Nardò ed Ugento. Innalzate intorno al `500, rappresentano dei veri e propri gioielli di edilizia militare.</p>
<p>Ecco le più importanti. Torre Lapillo (Porto cesareo); Torre Squillace, Torre S. Isidoro, Torre Dell&#8217;Alto, Torre Delle Quattro Colonne (Nardò); Torre Sabea (Gallipoli); Torre Suda (Racale); Torre S. Giovanni, Torre Mozza, Torre Mammalie (Ugento); Torre Pali (Salve); Torre Vado (Morciano); Torre Dell&#8217;Orno Morto (Alessano) e poi le torri di Salignano, Tiggiano, Tricase, Andrano, Minervino e Otranto (Torre S. Stefano e Torre Della Serpe); Torre Dell&#8217;Orso (Meledugno); Torre Chianca, Torre Rinalda e Torre Specchiola (Lecce) fino a quelle di Leverano (Torre Federiciana del XIII Secolo) e di Lecce (di forma cilindrica: Torre Belloluogo e Torre del Parco &#8211; del XIV e XV secolo).</p>
<p>Una funzione difensiva avevano anche le centinaia di masserie fortificate, costruzioni quasi fiabesche, che compaiono inaspettate agli occhi del viaggiatore che attraversa la campagna salentina. Il loro concentrato di ricchezza, sia in termini di materie prime che in termini di animali, che infine, di denaro liquido, necessario a pagare i salariati, le rendevano inevitabilmente esposte, prede ambite, sia all&#8217;attacco dei briganti sia, soprattutto, alle scorrerie saracene e piratesche. Le masserie fortificate salentine, ben turrite e dalle alte mura, per la ricchezza degli elementi architettonici e per l&#8217;ampio repertorio dei particolari decorativi, rappresentano veri e propri monumenti dell&#8217;architettura rurale ed espressione della civiltà contadina salentina. Tra le più interessanti, Masseria &#8220;Li Quarti&#8221; a Galatina, Masseria &#8220;Nova&#8221; a Melendugno, Masseria &#8220;Ogliastro&#8221; a Nardò , &#8220;Paladini&#8221; a Lecce, &#8220;Trappeto&#8221; tra Veglie e Porto Cesareo e la Masseria &#8220;Pali&#8221; ad Ugento. Si deve considerare inoltre che alcune di esse sono abbandonate semidistrutte, altre difficilmente</p>
<p>accessibili perché gelosamente custodite dai loro proprietari; tuttavia sempre più numerose sono le masserie ristrutturate ed il loro recupero come insediamenti estivi per le vacanze porta a soluzioni affascinanti e ne propone un utilizzo a forte vocazione turistica ed eno-gastronomica. Una delle risorse primarie del Salento è senza dubbio l&#8217;agricoltura, come si può notare semplicemente passeggiando per le strade della nostra terra, e fino a qualche anno fa era basata prevalentemente sulla coltivazione dell&#8217;ulivo, della vite e del fico.</p>
<p>Immersi nei colori contrastanti del verde e del marrone, circondati dalla vegetazione che parla del sudore della nostra gente, non passano certamente inosservate costruzioni quali &#8220;lu furnieddhu&#8221;, &#8220;li trulli&#8221;, &#8220;le spase&#8221;, &#8220;le littere&#8221;: la loro presenza è dovuta al bisogno di lavorare e manipolare i prodotti della terra sul posto e alla struttura geologica ricca di banchi di pietra&#8221;. Mentre i contadini curavano gli ulivi aspettando i frutti, seminavano alternativamente grano, orzo e leguminose. Di fondamentale importanza era anche il fico: sia d&#8217;estate grazie al suo frutto fresco sia d&#8217;inverno grazie al frutto essiccato e conservato con particolari tecniche nelle &#8220;capase&#8221; (recipienti di creta). Anche per questo nei campi sorgevano i &#8220;furnieddhi &#8221; e i &#8220;trulli&#8221; (piccole case che ospitavano la famiglia del contadino), &#8220;le spase&#8221; e &#8220;le littere&#8221; (che erano piattaforme costruite per essiccare i fichi e per lavorare i vari prodotti). All&#8217;interno del nostro &#8220;paesaggio della pietra&#8221;, caratteristici sono i &#8220;furnieddhi&#8221;: costruzioni di pietra unicellulari, realizzate dai contadini con le pietre raccolte sul terreno. Queste singolari abitazioni, usate da loro come ripari temporanei o giornalieri, le troviamo disseminate, con aree di maggiore o minore affittimento, su tutto il territorio salentino. In passato i contadini vi si trasferivano con le loro famiglie e portavano solo l&#8217;essenziale: un tavolo, un trepiedi per cucinare, un tegame di rame e pochi piatti di terracotta. &#8220;Concepite come la traduzione in pietra della primitiva capanna vegetale, le costruzioni trulliformi in pietra a secco rappresentano forse un prototipo edilizio che l&#8217;umanità spontaneamente ha adottato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/torri-masserie-e-%e2%80%9ctruddhi%e2%80%9d-nel-salento.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Sagre e Feste nel Salento</title>
		<link>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/le-sagre-e-feste-nel-salento.htm</link>
		<comments>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/le-sagre-e-feste-nel-salento.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 15:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agriturismo nel Salento]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[riti]]></category>
		<category><![CDATA[sagre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.agrispecolizzi.it/?p=184</guid>
		<description><![CDATA[SAGRE e FESTE Il Salento non è solo spiagge, sole e mare. E&#8217; anche una terra ricca di cultura, arte, eventi e divertimento. Ed in particolare, da anni, le serate delle estati salentine sono contraddistinte dalle caratteristiche &#8220;sagre&#8221;. Sono centinaia e non interessano solo i centri più grossi della provincia; anzi si può dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.agrispecolizzi.it%2F2011%2F01%2Fle-sagre-e-feste-nel-salento.htm&amp;layout=&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>SAGRE e FESTE<br />
Il Salento non è solo spiagge, sole e mare.<br />
 E&#8217; anche una terra ricca di cultura, arte, eventi e divertimento. Ed in particolare, da anni, le serate delle estati salentine sono contraddistinte dalle caratteristiche &#8220;sagre&#8221;. Sono centinaia e non interessano solo i centri più grossi della provincia; anzi si può dire che non vi sia un singolo comune che non ne conti una. Quello della sagra è un rito collettivo che trova fondamento nella grande abbondanza di alcuni nostri prodotti che, in occasioni di feste mondane e religiose,<br />
in una dimensione sociale e comunitaria, ven- i gono offerti a prezzi popolari. A proposito di abbondanza, si può facilmente intuire come il vino, di cui sono colme le nostre cantine, sia il protagonista indiscusso di tutte le sagre. Anzi, ne esiste da anni una, quella &#8220;te lu mieru&#8221; di Carpignano completamente dedicata a questo straordinario prodotto. In questa sagra, che si svolge nelle prima settimana di Settembre, il vino, &#8216;lu mieru&#8221;, (dal latino merum ossia sincero) viene consumato in grande quantità, accompa gnato, per non ubriacarsi anzitempo, da piatti tipici come i panini con la ricotta &#8220;astante&#8221;, pezzetti di cavallo, salsicce e sedano. Un altro classico appuntamento dell&#8217;estate salentina è la sagra &#8220;te la municeddha&#8221; di Cannole. La &#8220;municeddha&#8221; è una lumaca di terra dal guscio marrone la quale, andando in letargo, forma un guscio di panna. Questo guscio, nella tradizione popolare, ricorda la cuffia inamidata che rivestiva il capo delle suore (dette monache) donde il termine di &#8220;moniceddhe&#8221;, che significa piccole monache. Le &#8220;moniceddhe&#8221;, raccolte ma anche allevate dai &#8220;cuzzari&#8221;, i raccoglitori di lumache, vengono preparate soffritte, arrostite o al sugo; il loro sapore è davvero unico e le si può assaggiare ogni anno dal 10 al 13 di Agosto. Importante è anche la sagra &#8220;te lu pesce&#8221; (del pesce) di Porto Cesareo, risalente, secondo gli abitanti di questo splendido centro marittimo, addirittura al V secolo dopo Cristo. La sagra dal 1965 ha luogo nella terza decade di Luglio e in quei giorni le tante pescherie del paese vengono addobbate a festa mentre per le strade si assiste al rito del &#8220;quataru&#8221;, cioè alla preparazione di una ricca zuppa di pesce da parte degli anziani dei posto. In ogni caso, ci sono sagre per tutti i gusti, da quella &#8220;della patata&#8221; di Parabita, a quella &#8220;dell&#8217;anguria&#8221; di Meipignano, da quella delta grisella&#8221; di Maglie a quella della &#8221; pitta&#8221; (pizza rustica) di Castrignano dei Greci, da quella della &#8220;carne di cavallo&#8221; di Seclì a quella della &#8220;sardízza e delle ulie cazzate&#8221; (salsiccia e olive schiacciate) di Collepasso.Tra le innumerevoli sagre della provincia ne va menzionata per la sua  particolarità almeno un&#8217;altra; si tratta della sagra &#8221; del wúrstel&#8221; di Taurisano, che ha già una buona tradizione alle spalle, nata, sebbene il wùrstel non sia proprio un prodotto tipico del Salento, dalla tenacia di un brillante imprenditore salentino che del wurstel è diventato uno dei più grandi produttori europei.<br />
Comuni denominatori di queste sagre, oltre al cibo, sono il vino e la musica ed infatti è proprio in queste occasioni che si esibiscono i migliori  gruppi della pizzica salentina. A proposito di quest&#8217;ultima, imperdibili sono da anni gli appuntamentì della &#8220;Notte della Taranta&#8221; che interessano soprattutto i centri della Grecia salentina. Qui, tra musica e vorticosi balli, confluiscono migliaia di persone, attratti dal  fascino della taranta e dai suoi misteri.<br />
Durante il periodo estivo, hanno luogo anche molte feste religiose, come quella di San Pietro e Paolo a Galatina, culla del tarantismo, di Santa Cristina a Gallipoli, di San Cosma e Damiano a Guagnano, della Madonna dell&#8217;Alizza ad Alezio, di San Rocco a Torre Paduli e della Madonna a Santa Maria di Leuca, solo per citarne alcune. Tali feste patronali si svolgono prevalentemente nel periodo estivo anche per consentire a coloro che tornano al paese natio solo per le vacanze di parteciparvi. Molto frequentata, è la festa di San Rocco di Torre Paduli, che si tiene a Ferragosto. La festa si protrae per tutta la notte tra il 15 ed il 16 ed in questa circostanza ha luogo la famosa &#8220;danza delle spade&#8221; in cui gli uomini mimano, danzando senza armi ma movendo solo braccia e gambe, gli antichi duelli che si verificavano un tempo nei mercati.<br />
Comunque, in ciascuna di queste feste, tra messe solenni, processioni e festeggiamenti, tra lu-<br />
minarie e bancarelle varie, fuochi d&#8217;artificio e gare pirotecniche  il turista ha la possibilità di<br />
scoprire i riti più segreti del Salento e di sperìmentare l&#8217;ospitalità ed il calore della gente che abita questa magnifica terra.    .</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.agrispecolizzi.it/2011/01/le-sagre-e-feste-nel-salento.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

