Nardò
Il toponimo della città deriva da Neretum. D'origine messapica, fu municipio romano mentre nel Medioevo costituì per lungo tempo un importante centro bizantino. Divenne normanna nel 1055, patì molte lotte Feudali e attacchi turcheschi. Sede vescovile dal 1413, nel XVII secolo fu protagonista insieme a Lecce di un moto antispagnolo duramente represso da Gian Girolamo Acquaviva, il «Guercio di Puglia». Partecipò infine attivamente alle vicende del risorgimento.
Il centro storico ha belle piazze con ricche chiese e palazzi barocchi: la principale è piazza Salandra che racchiude il palazzo del Comune (vecchio castello del XV secolo trasformato con loggia e porticato) e la guglia dell'Immacolata.
La Cattedrale fu fondata dai Benedettini nel 1090 ed ampliata e ristrutturata in epoche successive. La facciata barocca si apre su di una piazza che è un tipico esempio di urbanistica sei-settecentesca. L'interno a tre navate conserva, tra l'altro, resti di affreschi del vecchio edificio benedettino e altari tipici del barocco leccese.
Un'altra costruzione barocca di notevole livello artistico è la chiesa di San Domenico, sorta nel Cinquecento e restaurata dopo il terremoto del 1743. Splendido è il primo ordine della facciata e il portale. Le altre chiese sono quella dell'Immacolata, la chiesa di S. Giuseppe dalla facciata concava e la chiesa di Santa Teresa dalla facciata convessa.
Nei dintorni di Nardò vi sono numerose masserie fortificate dislocate per lo più sulla costa. Tra queste ricordiamo la masseria di Giudice Giorgio con torre del XVI-XVII secolo; la masseria Abate Cola e la più antica masseria Ascanio.
Frequentate località balneari sono infine S. Maria al Bagno, S. Isidoro e S. Caterina.