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AGRI&TOUR OSCAR NAZIONALE ALLA CREATIVITA’ A “TENUTA SPECOLIZZI DI SALVE” LA SPA ALLE MALDIVE DEL SALENTO

venerdì, 23 novembre 2012

Ancora una volta lagriturismo pugliese si distingue per creatività, professionalità e grande capacità di rispondere alle sollecitazioni degli ospiti.

Ancora una conferma ad Agri&Tour di Arezzo: Tenuta Specolizzi (Salve – Lecce) di Mario Licchelli si è aggiudicata l’Oscar Nazionale alla Creatività, premio promosso da Terranostra su tutto il territorio nazionale per far emergere le enormi potenzialità che il settore agrituristico esprime in termini di diversificazione aziendale, multifunzionalità, coraggio e capacità di realizzare sogni.

All’estremità meridionale del Salento, dove lunghe distese di sabbia bianca e dune fanno da cornice a un mare limpido e cristallino , immersa nel verde e nel silenzio della macchia mediterranea si trova la “Tenuta Specolizzi”. Siamo in un’area della Puglia dove si concentrano le più belle spiagge: Pescoluse (chiamata le Maldive del Salento), le Marine di Ugento, Torre Vado, Torre Mozza, Torre Pali, Lido Marini. Nella zona relax di Tenuta Specolizzi, scavata nella roccia, troviamo la SPA, ad uso gratuito solo per gli ospiti che dopo una giornata al mare vogliono vivere momenti di relax e ritrovare il benessere psico-fisico nella SPA, attraverso il percorso kneipp, doccia emozionale e vasca idromassaggio. I servizi offerti: massaggio antiage total body, decontratturante olistico, ayurveda, viscerale, digitopressione, il mental training (tecnica autodistensiva), tutti eseguiti con lausilio della linea cosmetica aziendale a base di olio extravergine di oliva e mandorle. La Tenuta Specolizzi, dotata di piscina per adulti, si estende per diversi ettari coltivati ad oliveto da cui ricava il prezioso olio d’oliva che imbottiglia e vende ai propri ospiti .

“E’ la dimostrazione – ha commentato entusiasticamente il Presidente di Terranostra Puglia, Carlo Barnaba – di quanto il turismo pugliese sia un insieme di mare , territorio, agroalimentare, salute e che !’imprenditore agrituristico ha la possibilità, grazie alla legge di orientamento, di cimentarsi in attività molteplici e rispondenti in maniera efficace alle richieste degli ospiti, sempre più esigenti e sensibili ai temi del benessere e della sana alimentazione. AI contempo l’ospitalità nelle strutture agrituristiche assume una rilevanza fondamentale per la salvaguardia del patrimonio rurale che, oggi, è il fiore all’occhiello del turismo regionale”.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’lstat, i numeri dell’agriturismo in Puglia registrano un segno positivo : risulta cresciuto in termini assoluti il numero di aziende, nel dettaglio dello 0,8 % di quelle che si dedicano alla ristorazione, del 21,4 % di quelle dedite alla degustazione e del 5,6% le imprese con alloggi. Lofferta di attività ricreative e culturali è aumentata in misura crescente nel corso degli ultimi anni, rispettivamente del 26,5 e del 22,4 percento. Il turismo enogastronomico è un settore che in Italia vale 5 miliardi di euro – ha detto Pietro Salcuni, Presidente della Coldiretti Puglia – e che anche in Puglia sta vivendo una fase positiva. Merito dei prodotti tipici, che costituiscono uno dei principali motivi di attrazione della nostra regione per i turisti, in particolare stranieri. È necessario, allora, valorizzare ulteriormente le eccellenze del nostro patrimonio per attrarre nuovi flussi di visitatori nei territori rurali e dare maggiore impulso alleconomia e all’occupazione locale”. Lagriturismo è complementare “allattività agricola principale e tale deve restare – ha precisato il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – se vuole essere messaggero della genuinità e della qualità dei prodotti tipici, oltre che strumento di conoscenza delle potenzialità ed opportunità economiche e sociali delle nostre mille campagne”‘.

Arezzo, 12 ottobre 2012

 

 

Salve-Pescoluse- Bandiera blu 2012

giovedì, 17 maggio 2012

Il mare pugliese è sempre più ricco di vessilli di qualità: l’edizione 2012 delle «Bandiere Blu» premia ben 10 comuni della Puglia su 113 di tutta Italia. A guidare la classifica regionale la provincia di Lecce, con quattro località (Otranto, Melendugno, Salve, Castro), seguita da Brindisi (Fasano e Ostuni), Bari (Polignano e Monopoli), Taranto (Ginosa-Marina di Ginosa) e Foggia (Rodi Garganico). Queste le «pagelle» della 26esima edizione di «Bandiere Blu» assegnate dalla Fondazione per l’educazione ambientale (Fee) in collaborazione con Enel Sole e consegnate oggi a Roma.

  È del 96% la percentuale delle conferme a livello nazionale, comprese tre località lacustri, e sono 61 gli approdi turistici premiati, due in meno rispetto alla precedente edizione.Nel complesso l’edizione 2012 delle Bandiere Blu ha visto un incremento delle località del Mezzogiorno. Per ottenere la «Bandiera Blu» la qualità delle acque di balneazione è un requisito indispensabile: solo le località, le cui acque sono risultate eccellenti nella stagione precedente, possono presentare la candidatura. Per quanto riguarda la depurazione, vengono prese in considerazione solo località con impianto di depurazione almeno con trattamento secondario e che abbiano almeno l’80% dell’allaccio in fognatura delle acque reflue. Altro criterio fondamentale, la percentuale di raccolta differenziata, il cui livello minimo è stato recentemente innalzato.

Tratto da: Corriere del Mezzogiorno .it

Barocco Leccese

domenica, 9 ottobre 2011

Il termine “barocco”, coniato nel corso del `700 per indicare lo stile delle “forme che volano”, rappresenta il momento di più acuta crisi dei modelli classicisti e degli ideali rinascimentali e quindi il trionfo di quelli controriformisti. Dalle opere degli artisti barocchi emergono problematiche esistenziali e travagli interiori, espressi per lo più attraverso tematiche religiose. Nel Seicento il barocco imperò in tutta Italia, dando vita ad un’infinità di chiese e di palazzi nuovi, ma s’impose, anche, con ampliamenti e rifacimenti, a molti vecchi edifici che erano stati stupende creazioni dell’arte romantica e gotica. In tal modo, chiese e palazzi si addobbarono di statue, di colonne, di pilastri, di balaustre, di nicche. Lecce capitale dei Salento, visse, a partire dalla seconda metà del’500, diventando una piccola Versailles.
E’ il vescovo Luigi Pappacoda, nella metà del XVII secolo a Lecce, che avvia l’attività propulsiva per l’affermazione del fenomeno artistico noto come “barocco leccese”; unico artista locale che contribui’ allo sviluppo dell’architettura salentina fu Gabriele Riccardi, cui è attribuito il progetto generale dei monumento che introduce il barocco in terra d’Otranto: la Chiesa di S. Croce a Lecce, che con la straordinaria decorazione della facciata può essere letta figura per figura come un trattato di teologia, ricco di valori simbolici.
II barocco leccese è tutto particolare perché è inestricabilmente legato a un segreto tutto suo, ha una forma irripetibile altrove: la qualità unica della pietra leccese.
Un calcare marmoso di grana compatta e omogenea, ma tanto tenero da poter essere lavorato con lo scalpello e l’accetta. All’aria indurisce e assume col tempo un caldo colore dorato. Gli inizi del XVIII vedono emergere nuove figure professionali, come quelle di Mauro ed Emanuele Manieri, veri e propri architetti, che danno autonomia e centralità alle fasi di progettazione dell’opera, rispetto a quelle di esecuzione. In questo periodo a Lecce si fabbricano più palazzi che chiese matrici ove l’ornato cessa di essere l’elemento più importante dell’edificio.
Lecce, la Firenze delle Puglie; infatti gli antichi storici dicevano che se si mettessero in fila le Chiese di Lecce si otterrebbe la strada più bella del mondo.
La riforma di Lecce barocca dona alla città una veste scenografica dalla bellezza incomparabile; se la Chiesa di S. Matteo gioca con i pieni ed i vuoti, Santa Croce, composta a più mani in maniera corale, strabilia per le sue festose decorazioni ed incanta con i suoi altari.
Ma non c’è tempo di prendere fiato perché Palazzo dei Celestini ne moltiplica l’effetto scenografico, giocando di rimando col bugnato di Palazzo Adorno. Superata Piazza Sant’Oronzo (con l’anfiteatro romano e la colonna terminale della via Appia su cui svetta la statua di Sant’Oronzo) fa capolino la Chiesa fa capolino la Chiesa di Santa Irene, antica patrona della città, sulla cui facciata compare la lupa col leccio. All’interno il suo altare ubriaca con l’intrico delle formelle decorate.
Piazza Duomo si apre, splendida, con la chiesa della Vergine Assunta, dalla doppia facciata che gioca al rimando con il Vescovato e spinge la vista verso l’imponente campanile di ben sessantotto metri innalzato da Giuseppe Zimbalo e lo straordinario pozzetto che è un po’ il simbolo della Lecce Barocca, a costruire una grande, unica scenografia.
Altri monumenti del barocco sono la Chiesa di Santa Chiara, con un ricco portale su una facciata elegante, la Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, eretta dai normanni ma completata con una facciata barocca, e la Chiesa dei Teatini.
Ma una passeggiata a Lecce, varcata la cinta muraria che racchiude il centro storico, è sempre un itinerario a sorpresa. E’ sufficiente entrare in città dalla Porta Rudiae, che vale come un biglietto da visita: è un vero arco di trionfo sormontato dalle statue dei Santi protettori della città (Sant’oronzo, San Domenico e Santa Teresa).L’estro e la gioia di vivere pugliesi hanno, finalmente, la possibilità di esprimersi!

Tenuta Specolizzi – VIDEO AZIENDALE-

domenica, 25 settembre 2011

video- Tenuta Specolizzi-salento-puglia -lecce

AGRITURISMO NEL SALENTO

venerdì, 12 novembre 2010

Il Salento è l’estremo lembo del cosiddetto Tacco D’Italia, che corrisponde, da un punto di vista geopolitico, all’estremità meridionale della regione Puglia ed in particolare alla provincia di Lecce. Sotto il punto di vista storico culturale, possiamo considerare il Salento una piccola regione a sè: il fascino della Puglia assume qui nuove peculiarità e nuove caratteristiche distintive da un punto di vista culturale, architettonico, gastronomico e perfino linguistico. E’ proprio qui infatti che, per fare qualche esempio, il barocco raggiunge il suo massimo splendore (la città di Lecce viene infatti spesso denominata “Perla del Barocco”); è proprio qui che i dialetti assumono nuove connotazioni, frutto di influenze ora greche, ora spagnole, ora francesi; ed è proprio qui, infine, che si è sviluppata una gastronomia per certi versi differente da quella del resto della regione e da quella che, per portare un esempio, si più riscontrare ed assaggiare nella più settentrionale zona delle murge. Per cogliere tutto il meglio delle peculiarità di queste zone, vi consigliamo di alloggiare presso un agriturismo nel Salento, dove un forte senso della tradizione ed uno spiccato istinto all’ospitalità, (quest’ultimo derivante da secoli e secoli di dominazioni straniere), la fanno da padrona.